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Ruggine e pali cadenti alla diga di Anzio che può essere una meraviglia

Vista dai giardini del Turcotto è davvero brutta. Agli occhi dei bambini potrebbe sembrare una pista su cui correre, per i ragazzi una pedana perfetta

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Vista dai giardini del Turcotto è davvero brutta. Agli occhi dei bambini potrebbe sembrare una pista su cui correre, per i ragazzi una pedana perfetta per fare tuffi, per gli adulti un ammasso di cemento in mezzo al mare. Fatto sta che la diga pensata a protezione dei resti dell’antico Porto neroniano, ormai è una realtà purtroppo incompiuta. La struttura prende vita dalla spiaggia delle grotte di Nerone e ad oggi è stata lasciata nell’abbandono da una Regione Lazio lenta e distratta che tarda ad avviare il bando per il completamento dei lavori e anche dal Comune che in passato aveva messo in sicurezza gli accessi, opere di cui oggi si è persa traccia. Per chi sale sulla diga non ci sono problemi, nessun segnale di divieto d’accesso né indicazioni che evidenziano la pericolosità nel passeggiarci sopra.

Le transenne che delimitano la strada percorribile sono
arrugginite in più punti e chiaramente pericolose; il fil di ferro che avrebbe dovuto essere una protezione spunta ovunque, è arrotolato a pali pendolanti e cade sul cemento o peggio ancora sulla sabbia o nell’acqua. Eppure, nonostante somigli ad un “albero di trenta piani” abbattuto, da lì si può ammirare uno spettacolo mozzafiato e passeggiarci sopra è un’esperienza emozionante, il mare aperto di Anzio e qualche onda che si infrange sugli scogli e sembra davvero di camminare sul mare. Per i pescatori una posizione perfetta, per cittadini e turisti una meravigliosa passeggiata in mezzo al mare. Se solo fosse finita e sicura, nonostante la colata di cemento, potrebbe diventare una vera attrazione.

Nelle condizioni in cui si trova, però, non è altro che una pericolosa piattaforma di cemento dalla quale l’anno scorso per un tuffo fatto male, un ragazzo è stato trasportato di corsa in ospedale con l’eliambulanza. Nonostante la gravità del fatto la situazione con il passare dei mesi non è cambiata: la ditta appaltatrice ha sospeso i lavori per un provvedimento di interdittiva antimafia; la Regione Lazio, che ha in carico la questione, sembra aver dimenticato la città di Anzio; il comune stesso, dopo un sollecito di qualche tempo fa al presidente della Regione Lazio Zingaretti, è rimasto attesa. Eppure da qui a pochissimo la stagione estiva entrerà nel vivo, con migliaia di turisti e ragazzini ad affollare la spiaggia e nessuna protezione. Il malcontento dei cittadini per una situazione potenzialmente positiva cresce, la paura che qualcuno possa farsi male anche. 

di Sara Passarella