Home Cronaca Vittima di un furto in spiaggia a Nettuno, l’odissea di una turista

Vittima di un furto in spiaggia a Nettuno, l’odissea di una turista

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di una turista di Nettuno vittima di un furto in spiaggia

“Sono bastati solo dieci minuti in acqua sulla spiaggia libera nei pressi di San Rocco a Nettuno per capire che mi avevano rubato lo zaino, uno zaino in mezzo alle borse dei miei cognati che invece erano ancora lì sul telo mare.

Dentro c’erano i cellulari mio e di mia figlia, alcuni effetti personali e qualche spicciolo.
Abbiamo scoperto solo dopo che accanto al nostro ombrellone una ragazzina aveva visto sparire il portafoglio e la sua carta di credito prepagata.
Così è iniziata una triste avventura all’inseguimento del presunto ladro.
Il cellulare di mia figlia era dotato di una applicazione gps di sicurezza collegata al dispositivo di mio marito, rimasto in città.
Abbiamo chiamato il numero unico 112 avvertendo che mio marito stava già seguendo i movimenti del cellulare poco lontano dalla spiaggia: sarebbe stato possibile attivare da remoto un segnale sonoro proveniente dal dispositivo in grado di individuarlo (questa era la nostra strategia per recuperare il recuperabile).
L’idea è sembrata piacere al poliziotto all’altro capo del telefono, al punto da dirci che avrebbe allertato la pattuglia di zona e che avremmo dovuto rimanere con il cellulare (di mia cognata) a portata di mano, perché avremmo ricevuto una telefonata dalla sala operativa per scegliere il momento piu’ opportuno in cui attivare il segnale sonoro.
A partire da quel momento siamo stati almeno un paio d’ore all’inseguimento del cellulare che si spostava da un negozio all’altro in centro, tanto da incrociare il presunto ladro in piu’ di una occasione, senza che noi potessimo dire una sola parola, durante questa specie di maratona di fine luglio.
Non potevamo far nulla di piu’.
Nonostante altre quattro chiamate al numero unico in cui ci veniva ripetuto che la pattuglia stava arrivando, l’aver richiesto l’assistenza di un uomo o di una donna in divisa, foss’anche della Guardia di Finanza avendo visto la caserma lì nei pressi, nonostante il presunto ladro, avendoci notato per la terza volta in due ore, fosse arrivato a minacciarci, eravamo consapevoli di non poter far nulla piu’.
Alle 20, 15 ci siamo recati al Commissariato di Polizia di Anzio-Nettuno e nel giro di un quarto d’ora il segnale gps è venuto meno: evidentemente il ladro aveva spento il cellulare di mia figlia.
In compenso la volante era finalmente arrivata: era stata impegnata fino a sera a causa di un fatto molto molto grave.
Il problema era che la sala operativa ci aveva fatto credere tutt’altra cosa. Tornando indietro, da parte del NUE mi sarei aspettata un consiglio diverso al posto di quel “Sta arrivando la pattuglia. Restate dove siete!” che ci aveva propinato per cinque telefonate.
Con l’atteggiamento paternalistico di chi vuole calmare un cittadino deluso e un pochino stressato, la volante ci ha scortato nel posto in cui il gps aveva perso oramai il segnale, nei pressi della Scuola “Emanuela Loi”.
Scesi dalla macchina, nell’evidente impossibilità di fare altro, gli agenti ci hanno sottolineato che per i comuni di Anzio, Nettuno e Ardea e per i corrispondenti 75 km di costa fino a Torre Astura la Polizia aveva ormai da tempo a disposizione una sola volante. UNA (sic!), che andava fatta denuncia al Commissariato se non altro per bloccare i cellulari visto che le probabilita’ di recuperali erano pari a zero. ZERO (sic!), che in spiaggia era consigliabile non portarsi nulla di nulla, lasciando tutto a casa.
Insomma… Nettuno è un posto bellissimo, ma a questo punto mi chiedo se ve la suggerirei per la villeggiatura: una sola pattuglia della Polizia per tutta quel che c’è da proteggere è davvero troppo poco e Nettuno finerebbe per essere protagonista dello slogan “spiaggia insicura”.
Piuttosto potrei suggerirvi di cambiare mestiere e a Nettuno mettervi a fare i ladri stagionali visto che, dati i fatti, avreste scarsissime possibilita’ di essere beccati.
Potrei. Ma non lo faccio.
Perché rubare è reato!”.
Lettera firmata
Una turista