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Covid in Cina quali scenari? Risponde il dottor Gaetano Mauro

EDITORIALE DI APPROFONDIMENTO SCIENTIFICO A CURA DI:
Dott. Gaetano Mauro
Direttore della Farmacia Cinque Miglia ad Anzio
e Professore a contratto di Farmacologia presso L’Università di Tor Vergata Laurea in Infermieristica
COVID IN CINA: Quali scenari?
Carissimo Dott. Gaetano Mauro, ormai la sua rubrica sta avendo un discreto successo e i nostri lettori ci chiedono di rispondere ad alcuni quesiti di attualità sanitaria. In questi giorni ci stanno pervenendo richieste di chiarimenti sulla situazione Covid in Cina, cosa ci può dire?
Grazie innanzitutto della stima, spero di semplificare le notizie frammentarie e discordanti che filtrano dalla Cina, dandone una chiave di lettura il più semplice possibile.
Da inizi di dicembre ad oggi, notizie non confermate, indicano che i Cinesi infettati dal virus del Covid-19 siano stati oltre i 240 milioni. La situazione è talmente critica che gli enti governativi cinesi hanno smesso di divulgare alla comunità scientifica internazionali i dati, dati ufficiali che comunque mostravano una situazione ben diversa.
Motivo di questa esplosione di casi è riconducibile alla fine della politica “zero Covid” che aveva caratterizzato i primi due anni di pandemia, unitamente ad una inefficace campagna vaccinale, che ha utilizzato solo vaccini di produzione cinese, i cui dati di efficacia erano notevolmente inferiori ai vaccini utilizzati nel mondo occidentale.
Dottore, la situazione è quindi davvero esplosiva, ma per quanto ci riguarda ci potrebbero esserci ripercussioni nei paesi occidentali?
La situazione in Europa è molto diversa, la popolazione è stata esposta maggiormente al virus durante le diverse ondate pandemiche ed i vaccini utilizzati nell’immunizzazione sono molto più efficaci rispetto a quelli utilizzati in Cina. Inoltre, in Italia, quasi tutta la popolazione più anziana o fragile ha effettuato un ciclo vaccinale completo di tre dosi o più. Questa situazione ci dimostra che la vaccinazione Covid è stata determinante nel limitare i danni alla popolazione. Oggi in Cina si contano migliaia di morti al girono e si prevede entro il 2023 un milione di decessi causati dalla variante Omicron del virus Covid-19, variante che da noi determina infezioni estremamente benigne, mentre è pericolosa, quanto il ceppo originario, in pazienti senza alcuna immunità.
Grazie dottore, quindi la situazione in Cina oggi in un certo senso ci deve rassicurare sull’efficacia della vaccinazione a cui ci siamo sottoposti e farci stare tranquilli.
Sicuramente, questa situazione è la riprova che la nostra campagna di vaccinazione è stata determinante e che la variante omicron da noi non fa più paura proprio perché siamo immunizzati nei confronti della forma grave della malattia. La preoccupazione, purtroppo, risiede nella possibilità che questa imponente circolazione virale, possa determinare l’insorgenza di ulteriori varianti in grado di eludere anche il nostro sistema immunitario, ma ci auguriamo tutti che questo non avvenga.