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Tra Muratovic e i suoi assassini vecchi rancori, la polizia cerca altri coinvolti

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Le risultanze investigative finora acquisite dalla Polizia, relativamente all’omicidio Muratovic, avvenuto sulla Riviera Mallozzi ad Anzio hanno portato ad un impianto accusatorio che vede diversi soggetti presenti al momento dell’aggressione del gruppo, composto sicuramente da ulteriori persone, oltre alle tre già arrestate. L’aggressione di gruppo è partita non nei confronti di una opposta fazione ma verso un unico individuo, Leonardo Muratovic, disarmato e non legato ad ambienti criminali, al contrario degli oppositori rivelatisi un pericoloso sodalizio presente sul territorio di Anzio.
I tre soggetti di origini maghrebine ma di nascita italiana, che sono nati e cresciuti tra Anzio e Aprilia, sono gravemente indiziati di aver aggredito con pugni e schiaffi il Muratovic, per poi colpirlo con armi da taglio al petto ed al fianco, cagionandone la morte.
In particolare è stato lo stesso E.D. Ahmed a confessare di aver sferrato la coltellata al petto che ha provocato il decesso della vittima, mentre il fratello Adam e l’amico detto “Suzu” sono stati sempre presenti e partecipi sin dall’inizio delle prime minacce proferite alla vittima. E’ chiaro agli investigatori che la lite è degenerata anche perché tra i coinvolti erano evidenti pregressi attriti. Il trio omicida, infine, è stato ripreso successivamente all’omicidio da una telecamera del Comune di Anzio presente in zona, mentre fugge insieme.