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Alicandri: “Assurdo rubare ad un morto, serve un nuovo patto per il futuro”

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Roberto Alicandri

“Non so se si può parlare di banalità del male o di assuefazione all’orrore, ma quanto accaduto sulla spiaggia adiacente al Santuario di Nettuno fa rabbrividire. La nostra società si sta abituando sempre di più a non provare più alcuna empatia. L’individualismo oltre ogni eccesso sta giorno dopo giorno annichilendo la società e le sue basi di solidarietà e cooperazione. Solo pensare di poter rubare i pochi averi a chi è da poco annegato in mare è così abominevole che si fa fatica anche a concepirlo, eppure accade. Come succede che molti si mettano a filmare una aggressione mortale senza muovere neppure un dito. La vita di un essere umano vale ormai pochissimo ed il suo valore diminuisce proporzionalmente a quanto la persona appare distante dalla nostra ottusa normalità. La sociologia, certamente ci darà una spiegazione razionale, ma a noi che facciamo politica, seppure a livello comunale, non può certo sfuggire come questo sia il risultato dell’incessante soffiare sul fuoco dell’intolleranza. Il fuoco è ormai un incendio violento e devastante, e tempi ancora più bui potranno arrivare se una volta per tutte, le forze sane della società, dalla Chiesa autenticamente cristiana di don Gallo al terzo settore di ispirazione laica e cattolica, dalla cultura alla politica ed al sindacato, non troveranno il modo di fare argine comune contro questa deriva che sta distruggendo ogni solidarietà e con essa i pilastri della nostra convivenza civile. Serve un nuovo patto per il futuro. Servono nuovi diritti come lo ius scholae, servono nuove tutele per i più fragili, serve un grande piano di integrazione, serve un progetto economico di crescita solidale, serve sostanzialmente tornare umani. Se non si capiscono queste cose e si parla solo alla pancia della gente, costoro che lo fanno con arroganza ed incoscienza, otterranno solo il risultato di distruggere le fondamenta della nostra cultura e della nostra società e con esse il futuro delle nuove generazioni, senza rimanere per di più senza nulla in mano se non con qualche scheda in più nell’urna elettorale”. Questa la riflessione dell’ex consigliere comunale del Pd di Nettuno Roberto Alicandri.