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Lazio, Romagnoli si presenta ufficialmente: “Coronato il mio sogno”

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Alessio Romagnoli

Un sogno divenuto realtà l’arrivo di Alessio Romagnoli alla Lazio. Il difensore di Nettuno lo ha raccontato ai microfoni dei media ufficiali biancocelesti presentandosi ufficialmente a tutti i tifosi.
“Ho realizzato il mio sogno di quando ero bambino. Io non volevo giocare in Serie A. Volevo giocare nella Lazio. Penso sia l’emozione sportiva più grande della mia vita, ma forse anche della vita in generale. Indossare questa maglia per me vuol dire coronare quello che sognavo da bambino. Andavo allo stadio da piccolo con mio padre che mi ci portava spesso. Lui è della Lazio e anche mia nonna a cui ero tanto legato era laziale. La prima partita allo stadio non mi ricordo contro chi fosse, perché ero veramente piccolo. Forse era il 1999… Il giorno dello scudetto purtroppo ero a casa perché i biglietti erano finiti, però abbiamo festeggiato moltissimo lo stesso. Un peccato non essere stati lì in quel giorno storico. Essere qui oggi comunque per me significa indossare la maglia tanto sognata e credo sia un effetto fantastico”. “Credo che non ci sia nulla di male a manifestare la propria fede. Anche se uno gioca per tanti anni in una squadra, l’importante è portare rispetto e dare il proprio meglio per la squadra in cui si sta giocando.Poi può dichiarare tranquillamente che tifi per un’altra, come feci io diversi anni fa. Ogni volta che giocavo contro la Lazio all’Olimpico ero solito, al momento di entrare in campo, mettermi la felpa sopra naso e bocca e cantare l’inno. L’ho sempre fatto. La mia non esultanza sul rigore che eliminò la Lazio dalla Coppa Italia fu un gesto di rispetto ai miei ideali e alla mia fede. Non ci sarei mai riuscito. Il rispetto è la prima cosa e non esultare era una cosa naturale per me in quel momento”.