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Festa in piazza Battisti a Nettuno per i 104 anni dell’Arma di Artiglieria

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Il 15 giugno di ogni anno, per noi Artiglieri di ogni ordine e grado, è una data fatidica: viene celebrata in “pompa magna” la Festa dell’Arma di Artiglieria; di quell’Arma cioè che, unica nel nostro Esercito, viene chiamata “La dotta”. Quest’anno, dopo due terribili anni in cui la Pandemia ha fatto da padrone in tutti i campi, dopo aver visto finalmente la luce alla fine del tunnel in cui ci trovavamo, avendo altresì ancora molta cura di noi, pronti però a rifarci del tempo perduto stando all’aperto e senza mascherine, ci accingiamo a celebrare la nostra Festa nella Città di Nettuno: il 15 giugno, “cadendo” di mercoledì, ha fatto sì che moltissime Sezioni A.N.Art.I. abbiano spostato le Celebrazioni ai Fine settimana prima o dopo di quella data; ma noi della Sezione A.N.Art.I. di Nettuno, invece, abbiamo detto NO! Noi, quest’anno 2022, celebreremo la Festa dell’Arma di Artiglieria proprio nel giorno stesso in cui “cade”, da calendario, tenendo anche conto che non sono giunti inviti da parte delle due Scuole di Artiglieria, Bracciano e Sabaudia, ove, in alternanza, si celebravano le Feste dell’Arma di Artiglieria negli anni passati. Ma già, dimenticavo, quest’anno la Festa è a Venaria Reale, in Piemonte….un po’ lontano; ci andremo il prossimo anno per il Raduno del Centenario della nostra Associazione.
Trascorso il 2 giugno, Festa della nostra amata Repubblica Italiana, eccoci giunti al fatidico 15 giugno, giorno in cui ricorre anche il 104° Anniversario della “Battaglia del Solstizio”, come ebbe a nominarla il “Vate” Gabriele d’Annunzio, proprio per ricordare che la nostra Arma di Artiglieria, in quel giorno, SEMPRE E DOVUNQUE, segnò la svolta delle operazioni sul fronte italiano durante la 1^ Guerra Mondiale arrestando e poi ricacciando indietro, in unione con tutte le altre Armi dell’Esercito, le Armate Austro-Ungariche attestate sulle rive del Piave, Fiume Sacro alla Patria, mentre stavano per sferrare la “spallata” finale all’Esercito Italiano. Quel glorioso ed eroico comportamento dell’Artiglieria Italiana assurse a fulgido esempio storico ed assicurò il prezioso supporto per la definitiva Vittoria di Vittorio Veneto che portò alla definitiva Unità d’Italia. Nel ricordo di quei gloriosi fatti d’arme, noi Artiglieri d’Italia celebriamo ogni anno, il 15 giugno, la nostra Festa nel culto di quella nobile tradizione di Sacrificio e di Onore.
Alle ore 10.30, dunque, nei pressi del Monumento ai Caduti di Nettuno, in Piazza Cesare Battisti, iniziano a giungere i numerosi Ospiti invitati a partecipare alla Cerimonia che, in questa Città, non veniva celebrata da moltissimi anni, in quanto, come già detto, o si andava presso il Comando Artiglieria Contraerei di Sabaudia o presso il Comando Artiglieria Terrestre di Bracciano. L’accoglienza viene fornita dal Presidente di Sezione e dal suo Vice, Serg.Magg. Sisto VERDECCHIA, il quale provvede anche alla loro sistemazione nello schieramento, mentre vengono soffuse nell’aere le note musicali dell’”l’Inno dell’arma di artiglierIA” dal nostro piccolo ma potente impianto acustico portatile. Tenuto conto dell’ora e dei cocenti raggi solari, constatato che tutti gli Invitati erano già presenti, si è dato inizio alla Cerimonia con qualche minuto di anticipo. Intanto, tutt’attorno alla Piazza Cesare Battisti ed intorno allo schieramento, si era venuto a formare un festante buon numero di cittadini incuriositi dalla “musica” incombente. Al termine delle note dell’Inno dell’Artiglieria, allora, il nostro Speaker, Socio Aristide DE BELLIS, a nome del Presidente di Sezione e di tutto il Consiglio Direttivo, dava il benvenuto ai gentilissimi Ospiti.
Presenziavano, così, alla Cerimonia: il Consigliere Comunale Dott. Roberto Alicandri, in Rappresentanza del Sindaco di Nettuno, Ing. Alessandro Coppola; il Col. ing. t. ISSMI Dario Porfidia, Direttore dell’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri di Nettuno, il Ten.Col. a. c/a Valter Manca, in Rappresentanza del Gen.B. Maurizio Fronda ed il 1° Luogotenente Giovanni PICOZZI, in Rappresentanza degli Artiglieri in Servizio presso i Reparti di stanza in Anzio e Nettuno. Erano presenti con le loro Bandiere ed i loro Labari tutte le Associazioni Combattentistiche e d’Arma locali; graditissimi Ospiti erano anche i Rappresentanti della Sezione Provinciale A.N.Art.I. di Roma, giunti espressamente e direttamente dalla Capitale, con a capo il Vice Presidente di Sezione, Gen. Mauro Cozzone. Il nostro Labaro di Sezione, Alfiere Aldo Pierdomenico, era posizionato sul lato destro del Monumento, mentre sul lato sinistro era posto il Labaro della Sezione Provinciale di Roma, Alfiere Sergio Cini. Sotto un sole caldissimo e brillante, i due Labari giallo-oro irradiavano ai presenti gioia di vivere e calore umano, quali “piccoli soli” posti tra il biancore accecante del marmo! Avanti il Monumento, erano schierate le Rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma con Bandiere e Labari; di fonte, le Autorità Civili e Militari, alla cui destra erano posti i Presidenti ed i Soci delle consorelle Associazioni e a sinistra invece i numerosissimi Soci di questa Sezione che indossavano i fantastici foulard giallo-oro.
Lo Speaker dà l’Attenti; si procede così all’Alza bandiera e, mentre viene diffuso il “Canto degli italiani” intonato a gran voce da tutti i presenti, il nostro Socio Alessandro De Santis provvedeva a issare la Bandiera Nazionale sul pennone. In concomitanza, il caso ha voluto che in lontananza, provenendo dall’area del Poligono di Nettuno, si udissero distintamente ben due potenti colpi di cannone: Un caso o anche Santa Barbara, la nostra Patrona Celeste, ha voluto celebrare con noi?
Subito dopo, di nuovo attenti dallo speaker per gli “onori ai caduti”: con il sottofondo della “leggenda del piave”, iniziano il loro movimento i due Portatori di Corona, Soci Domenico Franchi e Vincenzo Milo. Giunti all’altezza delle Autorità, essi ruotano sulla loro destra, dirigendosi verso l’interno del Monumento ai Caduti, ove era già sistemato un treppiede , sul quale deponevano poi la splendida Corona di fiori; al termine del movimento, i due Soci si disponevano ai lati della Corona; a qualche metro di distanza seguivano le Autorità, che giunte ai piedi del Monumento, si arrestavano; proseguiva il movimento il nostro Presidente di Sezione che, giunto davanti la Corona provvedeva “alla sistemazione”. Intanto, terminata “la Leggenda del Piave”, iniziava il “silenzio” con gli Onori dovuti a tutti i Caduti e, per l’occasione, in particolare agli Artiglieri Caduti. Terminato il “Silenzio”, le Autorità si riunivano e rientravano “nei ranghi” dello Schieramento.
Lo Speaker invitava allora il Parroco della Collegiata di San Giovanni Battista ed Evangelista, Don Fabrizio Pianozza, ad impartire la Benedizione agli astanti ed a recitare una Preghiera per i Caduti; cosa che Don Fabrizio, ormai uso a queste Cerimonie, ha eccellentemente effettuato. Subito dopo, lo Speaker invita il 1° Lgt. Giovanni Picozzi a leggere la “Preghiera dell’Artigliere”.
Terminata la lettura, che produce sempre in noi un brivido e commozione, prende la parola il Presidente di Sezione, il quale ricorda che la data della Festa dell’Arma di Artiglieria non è sempre stata questa del 15 giugno, bensì, in precedenza, era quella del 30 maggio 1848, allorchè sui campi di battaglia di Goito e Peschiera rifulse per la prima volta il Valore dell’Arma “Dotta”, meritandosi la Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente Motivazione: “A tutta generalmente l’artiglieria per la bravura spiegata nel combattere”. Nel 1923, poi, a ricordo dell’epica Battaglia avvenuta il 15 giugno 1918, poi detta “del Solstizio” (di cui ricorre oggi il 104° Anniversario), in cui l’Artiglieria, sempre e dovunque, come recita il nostro motto, fermò l’Esercito Austro-Ungarico sul Piave, fu cambiata la data per la Celebrazione della Festa dell’Arma di Artiglieria. Il Presidente di Sezione, prosegue, affermando di essere particolarmente orgoglioso di celebrare la Festa dell’Arma di Artiglieria proprio a Nettuno, perché in questo modo si dà finalmente ampio risalto al fatto che questa Città è universalmente riconosciuta quale “culla dell’artiglieria italiana”, in quanto, fin dal 1 luglio 1888, è stata sede della prima “scuola centrale di tiro di artiglieria” dell’allora Regio Esercito Italiano; dopo le note vicissitudini dovute alle due Guerre Mondiali, dopo le molte ristrutturazioni organiche succedutesi nel tempo, il frutto di quella Scuola è davanti a noi oggi: “L’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri”, altresì conosciuto come “Il Poligono”, diretto dal Col. Dario Porfidia, che oggi qui ci onora della sua presenza. Il Presidente continua, ricordando ancora che qui a Nettuno, in quella stessa Scuola, che intanto era stata denominata “scuola centrale di artiglieria da campagna”, il 20 gennaio 1915, nasceva il “1° reparto sperimentale dell’artiglieria contraerei”, al comando dell’allora Capitano DE PIGNIER: Specialità, questa Contraerei, alla quale il Presidente si onora di appartenere quale Tecnico Elettronico del Posto Comando di Gruppo (B.O.C.) del Sistema Missilistico HAWK, ora non più in uso. Una precisazione: all’interno del Municipio di Nettuno, è possibile ammirare una Targa-Ricordo posta nel Centenario della nascita della Specialità Contraerei, il 20 gennaio 2015.
Infine, il Presidente, ha parole di saluto e di ringraziamento per tutti gli intervenuti ed in particolare per la Rappresentanza della Sezione Provinciale di Roma che, subito dopo il termine della Cerimonia, avrebbe fatto ritorno nella Capitale con il treno in partenza dopo poco tempo.
Al termine dell’Allocuzione del Presidente, ha preso la parola il Direttore dell’U.T.T.A.T. di Nettuno, Col. Dario Porfidia, per un breve indirizzo di saluto ai presenti e di ringraziamento per aver partecipato alla Celebrazione della Festa dell’Arma “Dotta”, che pur volutamente semplice, era stata piena di significati anche storici.
A questo punto, lo Speaker, ringraziando ancora a nome di tutti i Soci della Sezione i presenti, invita gli astanti a sistemarsi ai piedi del Monumento ai Caduti per effettuare alcune foto ricordo.
Rammentando, per celiare un po’, come “Tutti i salmi finiscano in gloria”, anche la Festa dell’Arma di Artiglieria, per i Soci della Sezione A.N.Art.I. di Nettuno e per alcuni gentili Ospiti, è proseguita con un “pranzo di corpo” presso un noto ristorante del centro Città, ove sono stati premiati alcuni Soci anziani sia per la loro età che per la loro militanza di Sezione, Sisto Verdecchia e Antonio Milo (Alfiere storico della Sezione) ed i Soci impegnati durante la Cerimonia appena conclusasi.
In questa fausta ricorrenza e celebrazione, giungano SEMPRE E DOVUNQUE a tutti gli Artiglieri di ogni ordine e grado i più sentiti Auguri di sempre migliori fortune. W L’ARTIGLIERIA, W L’ESERCITO, W L’ITALIA.
Cav. Walter VICINI, Presidente della Sezione A.N.Art.I. di Nettuno