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Porto insabbiato ad Anzio, la Capitaneria ordina l’accesso pilotato

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La Capitaneria di Anzio ha emesso un’ordinanza legata alle modalità di accesso al Porto, che risulta insabbiato e da sempre problematico a causa della situazione di basso fondale.
Una situazione quella del Porto, nota da tempo, al punto che la Capitaneria nel documento in cui individua la nuova procedura richiama precedenti provvedimenti a partire dal 2019. Di nuovo c’è che “alla luce degli esiti dei rilievi dei fondali effettuati dal Pratico Locale del porto di Anzio in data 26 aprile 2022 ed acclarati al protocollo di questo Ufficio al nr. 4289 del 4 maggio 2022, dai quali si evince la presenza di diverse aree di basso fondale che interessano il canale di accesso al porto di Anzio; e visto il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativo all’obbligatorietà del pilotaggio per il porto di Anzio; si ritiene necessario in attesa dei lavori di ripristino delle quote dei fondali del porto di Anzio, dover prevenire incidenti nonché assicurare la tutela della pubblica incolumità, la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare”. Non manca una notazione tecnica. “Tenuto conto che ad oggi né la Regione Lazio né il Comune di Anzio tantomeno la società Capo d’Anzio Spa hanno fornito i rilievi batimetrici effettuati in aderenza alle vigenti disposizioni (Disciplinare tecnico edito dall’Istituto Idrografico della Marina Militare) e, pertanto non è possibile determinare con certezza l’andamento dei fondali nell’intero ambito portuale, si rende noto che, a far data dal 26 maggio 2022 è stato individuato in via provvisoria e sperimentale, nelle more dell’emanazione definitiva sulla base dei “rilievi multibeam”, un nuovo canale di accesso e di uscita per le unità che intendono scalare nel porto di Anzio, devono seguire la procedura temporanea di ingresso / uscita dal porto di Anzio redatta dal Pratico Locale”. Quindi un percorso preciso che inevitabilmente, rallenterà le manovre di ingresso e uscita, come già accaduto oggi per l’aliscafo, rimasto oltre mezz’ora in attesa prima di attraccare.
La capitaneria infine ricorda che ad Anzio “l’imboccatura e la rada del porto sono interessate dalla presenza di banchi di sabbia in continua evoluzione. I fondali si presentano disomogenei e soggetti anche a significative variazioni in quanto interessati da fenomeni progressivi di insabbiamento naturale con la presenza di varie aree caratterizzate da minore fondale che richiedono, ai fini della sicurezza della navigazione, della salvaguardia della vita umana in mare nonché a difesa dell’ambiente marino particolari cautele nelle manovre di entrata ed uscita dal porto. Pertanto i Comandanti delle unità in ingresso ed in uscita al / dal porto di Anzio dovranno valutare la fattibilità della manovra ovvero se intraprendere o meno la navigazione di ingresso / uscita al / dal porto in funzione delle caratteristiche della propria unità nonché in relazione alla situazione batimetrica ed evoluzione del canale navigabile, al pescaggio, alla distribuzione dei pesi a bordo, alle condizioni meteo marine in atto ed allo stato delle maree”.