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Comunità di Sant’Egidio: il 13 un pranzo in ricordo di Modesta Valenti

La Comunità di Sant’Egidio, in ricordo di Modesta Valenti, e tutte le persone che con lei sono morte per la strada in questi anni, ha organizzato una liturgia nella chiesa di San Benedetto ad Anzio (quartiere Europa) alle 12 del 13 febbraio, a cui seguirà un pranzo con gli “amici di Strada” dell’associazione nella sede della Comunità di Sant’Egidio in Via dell’oratorio di Santa Rita 2 (zona 4 casette).

La storia di Modesta ha quasi dell’incredibile e purtroppo poco è cambiato dall’epoca del tragico evento che la riguarda. Fu sul finire del 1982 che alcuni giovani di Sant’Egidio incontrarono Modesta, nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma. La mattina del 31 gennaio del 1983, dopo la notte passata al freddo alla Stazione Termini, la povera donna si sentì molto male. Alcuni passanti chiamarono un’ambulanza, che però non volle soccorrerla, perché aveva i pidocchi. In un contesto che ha del surreale, diverse strutture sanitarie romane giocarono letteralmente allo “scarica barile” con la vita di Modesta, rifiutandosi di occuparsene in maniera concreta. Ma nel frattempo il tempo passava, le lancette dell’orologio andarono avanti per diverse ore fino a che Modesta perse la vita. La Comunità di Sant’Egidio fu toccata profondamente dalla storia di questa donna fragile, provata dalla vita, morta per il rifiuto, l’abbandono, il disprezzo, che, come una congiura, si erano stretti attorno a lei fino a farla morire sola. La sua storia divenne ben presto l’emblema delle difficoltà scaturite dalla povertà e dall’abbandono, fino a farla diventare una vera e propria “martire dell’indifferenza”. “ Santa Modesta”, così la chiamano molti senzatetto che si identificano nella sua storia e che in lei cercano comprensione e protezione, viene ricordata dalla Comunità di Sant’Egidio ogni anno, in ricorrenza della sua morte.