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Giornata della Memoria al Parco Palatucci a Nettuno: il dovere del Ricordo

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Il Comune di Nettuno riunisce le forze di Polizia e l’esercito, la politica, ma anche un rabbino ed un sacerdote, presso il Parco Palatucci, per commemorare in modo solenne, nonostante il covid, la ricorrenza della Giornata della Memoria, indetta per ricordare tutte le vittime innocenti della Shoah.
Il Vicesindaco Alessandro Mauro con l’assessore del comune di Anzio Laura Nolfi, il Generale Maurizio Fronda, Angela Spada primo dirigente del Commissariato di Polizia di Anzio, Massimo Passariello vice direttore dell’Istituto superiore per ispettori della Polizia di Stato di Nettuno, una delegazione dei Carabinieri e della Polizia locale, e a Massimo Sonnino dell’ufficio Rabbinico della comunità ebraica di Roma, hanno deposto una corona alla targa commemorativa dedicata a Giovanni Palatucci, Questore di Fiume, deportato e morto nel campo di concentramento di Dachau per aver aiutato alcuni cittadini ebrei a sfuggire alla deportazione. Una storia quella di Palatucci, che mette in luce il valore assoluto del bene in un’epoca buia di dittatura, sopraffazioni, violenza e dolore.
Tre agenti della Polizia di Stato hanno deposto tre oggetti: un ramo di ulivo – simbolo di pace – che Giovanni Palatucci ha tradotto in generosità e altruismo contribuendo a riscattare il nostro Paese dalla vergogna delle leggi razziali tramandando così alle nuove generazioni un chiaro messaggio: “Anteporre, in ogni occasione, le ragioni della coscienza alla violenza della dittatura”.
Una candela accesa; quale testimonianza della luce che Giovanni Palatucci con la sua morte ha saputo accendere per ricordare tutti coloro che hanno vissuto quegli oscuri e drammatico avvenimenti che oggi ci richiamano qui al dovere della memoria. Infine, una pietra – primo elemento del Mondo, che assiste a tutto ciò che si sviluppa nel tempo, come il dovere di tramandare di Padre in Figlio il “ripudio di ogni forma di intolleranza in favore del rispetto delle diverse identità culturali e religiose dei popoli”. E’ stata una cerimonia toccante, in cui tutti hanno sottolineato nei loro interventi, dal Vicesindaco Mauro a Rabbino, l’importanza di ricordare ai giovani cosa è accaduto. La memoria è un dovere per evitare il ripetersi di un dramma la cui eco non si è ancora spenta. Una strategia di sterminio che ha messo in luce l’abisso di cui l’uomo è capace. E una certezza: ogni generazione deve combattere per la pace, la libertà, la democrazia. Nessuna battaglia è vinta per sempre. Tra il pubblico gli assessori Ilaria Coppola e Camilla Ludovisi e il consigliere comunale Antonio Taurelli.