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Cavalcavia di Nettuno, Di Magno: “Non entro nel tritacarne politico”

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Stefano Di Magno

Stefano Di Magno, noto a Nettuno per i suoi trascorsi politici e per la sua impresa familiare di Costruzioni edili, dopo un lungo periodo di silenzio è ritornato sulle pagine dei giornali grazie all’opposizione politica di Nettuno che in un comunicato stampa lo ha tirato in ballo riguardo alla demolizione del cavalcavia della Stazione di Nettuno. Parliamo del cavalcavia chiuso e pericolante da anni, che collega via Lombardia e via Ennio Visca. Un cavalcavia che da tempo causa disagi ai residenti che per portare i figli a scuola o per prendere il treno devono fare giri lunghissimi.
Proprio Di Magno, ha deciso di intervenire sulla vicenda e dire la sua per sgombrare ogni dubbio su quelli che reputa attacchi personali.
L’opposizione di Nettuno in questi giorni, lo ricordiamo, si è compattata e chiede trasparenza sulle trattative che sono in corso tra l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Coppola e ditte edili private per l’abbattimento: il nome sulla bocca di tutti è proprio quello del costruttore Di Magno che si è offerto di demolire il ponte con lo scomputo degli oneri concessori per la realizzazione di un nuovo palazzo in zona.
L’opposizione sostiene che sia inammissibile che l’Ente comunale pubblico porti avanti le trattative con privati senza seguire il corretto iter burocratico che quantifichi i costi reali, ma a quanto pare la situazione è molto chiara.
“Il coinvolgimento della mia ditta in questa vicenda – ci dice Stefano di Magno – parte da settembre 2021. Il ponte si presentava in condizioni pessime, privo di balaustre e, nonostante fosse interdetto al passaggio, veniva costantemente utilizzato dai cittadini, addirittura madri con bambini che scavalcavano le transenne creando una situazione di rischio per loro e per i figli. Io e i miei operai – ha poi aggiunto Di Magno – stavamo lavorando nelle vicinanze quindi era frequente vedere queste scene, così ho deciso di fare delle foto che ho inviato al Sindaco Coppola evidenziando la pericolosità della situazione. Poco dopo mi sono sentito con il Sindaco che ha chiesto alla mia ditta di dare indicazioni tecniche utili agli operai della Poseidon per interdire in maniera definitiva l’accesso al ponte a tutela di tutti i cittadini.
Ad ottobre poi – ha aggiunto Di Magno – in un’occasione istituzionale, ho potuto avere uno scambio di battute con il Sindaco che mi ha chiesto se da parte della mia ditta ci sarebbe stata l’eventuale disponibilità a collaborare con l’Amministrazione per la risoluzione di questo problema. Questo a testimonianza del fatto che il Comune sta cercando da mesi una soluzione pratica per un problema che riguarda tanti cittadini. Il Comune ha l’esigenza di demolire il cavalcavia, creare una strada, e adibire l’area a spazio pubblico e io mi sono reso disponibile per diversi motivi. Il primo è il legame fortissimo con la mia città, di cui sono state anche vicesindaco. Il mio impegno per Nettuno è una scelta di vita, in passato come politico, oggi come imprenditore. L’idea che mi commuove che è stata lanciata dal Sindaco Coppola, non lo nego, è anche quella di proporre in Consiglio Comunale la dedica di questo nuovo spazio che si verrebbe a creare al nome di mio padre, Francesco Di Magno (Chicco per gli amici ). Con le sue parole il Sindaco Coppola mi ha toccato nei sentimenti e ho subito accettato la proposta. Già sapevo – dice ancora Di Magno – e subito lo spiegai al Sindaco, che sarebbe stata un’opera importante: nonostante la buona volontà che non manca mai, è evidente che economicamente avremmo dovuto sostenere una spesa enorme.
Nello stesso periodo presentammo all’Ufficio lavori pubblici un progetto per la realizzazione di un immobile adiacente alla zona del cavalcavia e richiedemmo la stima degli oneri concessori relativi all’urbanizzazione primaria e secondaria che servono per poter realizzare delle opere essenziali. Il Sindaco mi contattò personalmente e mi propose di detrarre dall’importo degli oneri una parte da scomputare per l’abbattimento del ponte. Nonostante avessi dei dubbi ho voluto approfondire la proposta, dando infine la mia disponibilità.
L’amministrazione comunale dovrebbe pagare una somma superiore ai 150mila euro per demolire il cavalcavia, mentre il Sindaco Coppola mi ha proposto di realizzare l’opera e di scomputare circa 70 mila euro dai costi degli oneri per costruire il palazzo. In questo modo l’Amministrazione di Nettuno avrebbe risparmiato circa 70mila euro. I conti, ci tengo a sottolinearlo, sono stati fatti dal Comune di Nettuno, dall’ufficio tecnico dei Lavori Pubblici.
L’accordo è rimasto invariato per mesi, in attesa dei tempi lunghissimi della burocrazia che conosco benissimo, fino alla settimana scorsa, quando il Sindaco mi ha chiesto di scrivere una lettera nella quale mi rendevo disponibile a demolire il cavalcavia così da poter presentare la mia offerta nelle sedi istituzionali”. Il resto è storia. Dopo pochi giorni è stata convocata la commissione Trasparenza “alla quale – sottolinea Di Magno – ho chiesto di partecipare per poter spiegare le motivazioni che hanno spinto la mia impresa a proporci per quest’opera. Non c’è stata nessuna trattativa riservata, anzi appena il Sindaco mi ha chiesto di scrivere la lettera da presentare al consiglio mi sono mosso subito per fargliela avere.
Come ho sempre detto e come ribadisco anche ora – sottolinea Stefano Di Magno – a me e alla mia famiglia questa città ha dato tanto. Siamo sempre stati presenti a Nettuno in termini imprenditoriali e politici. Mi sono sentito in dovere per la città di Nettuno di poter dare un piccolo contributo attraverso una donazione.
Dopo la commissione Trasparenza tuttavia – spiega – nonostante la mia ritrosia, sono arrivato al punto di dover fare chiarezza per togliere a tutti ogni dubbio su cosa sta succedendo. Ho deciso infine, con la mia Ditta, di pagare interamente l’importo degli oneri concessori senza nessuno sconto. Non chiederemo nulla al Comune di Nettuno e abbiamo dato la disponibilità incondizionata alla collaborazione con l’Amministrazione comunale per dare un contributo alla città. La costruzione del nuovo immobile verrà fatta interamente con le nostre risorse, non vogliamo sconti, se poi l’Amministrazione riterrà che sia utile che un imprenditore del territorio dia una mano alla realizzazione di opere pubbliche in favore della città a costo zero, siamo disponibili.
Ho sentito tanti consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione per spiegare questa decisione, condivisa con la mia famiglia, e non accetto che la Ditta e i miei familiari possano finire in pasto alle polemiche quando il nostro intento è solo quello di dare un contributo alla città. Se il Comune ce lo chiederà – ha concluso Di Magno – saremo felici di sostenere i costi e portare avanti le opere necessarie alla demolizione. La politica ha mal interpretato la mia disponibilità legata anche alla proposta di intitolare l’area a mio padre e mi dispiace essere stato strumentalizzato,
Capisco i giochi della politica, ne ho fatto parte, ma non posso accettare attacchi e polemiche nei confronti della mia famiglia”.
(DR)

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