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Voga Veneta di Nettuno presenta un progetto e chiede fondi al Comune

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La Regata storica di Venezia dall'alto

L’Associazione Voga Veneta di Nettuno presentato un progetto di Offerta formativa educativa a misura di adolescenti e pre-adolescenti.
L’Associazione “Voga Veneta” affonda le sue radici in trent’anni di attività sportiva e sociale allorquando un giovane marinaio di salvataggio (l’attuale Presidente) scoprì nel 1991 che la sua città natale (Nettuno) prese parte nel lontano 7 ottobre 1571, alla battaglia navale di Lepanto, la più grande battaglia tra galee che la storia abbia conosciuto, e combattuta tra l’armata della Lega Santa, sotto il comando di don Giovanni d’Austria e Marcantonio Colonna principe di Nettuno e Comandante agli ordini dell’ammiraglio veneziano Sebastiano Venier (87° Doge della Repubblica di Venezia). La battaglia di Lepanto per Venezia è stata la più grande vittoria navale della sua storia.
Cresciuta presso le scuole di perfezionamento e formazione Diadora di Venezia Lido prima e nella corte della Remiera Casteo di Venezia poi (una delle principali associazioni per la promozione della Voga Veneziana e nostra gemellata), l’Associazione Nettunese della Voga Veneziana ha avuto e ha tutt’ora l’onore di partecipare a tutte le manifestazioni che si svolgono nella laguna veneziana dando lustro alla propria Città, riconosciuta in ambito lagunare come una delle principali amiche e alleate della città dei Dogi.
La Voga Veneta è una tecnica particolare di voga sviluppatasi nell’area della laguna di Venezia e in zone limitrofe. La vogata in piedi aiuta a scrutare i fondali e le secche, il remo si muove agile sulla forcola a lato dei gondolieri quando conducono una gondola a Venezia. E’ una tecnica ad un remo che si usa su un’imbarcazione a fondo piatto senza chiglia. La gondola ovviamente, ma anche il sandolo, la mascareta, la caorlina, il pupparino, il gondolino, la veneta, la batela, sono le barche più usate nella voga alla veneta: tutte rigorosamente in legno e a fondo piatto per poter navigare senza problemi in laguna anche con pochi centimetri d’acqua. Là dove altre barche sono in difficoltà o addirittura incagliate, loro filano via eleganti e silenziose spinte solo dalla forza del vogatore. Grazie anche a queste iniziative, la voga veneta continua ad essere praticata in tutta la città, dagli abitanti del posto, ma non solo, infatti, sempre più turisti, avventurieri ed anche studenti universitari approcciano a questa disciplina con entusiasmo. Un modo estremamente caratteristico di trascorrere il proprio tempo praticando un’attività intrisa di storia, cultura e valori tipici dei tempi passati. La voga alla veneta oggigiorno viene inoltre praticata anche a livello sportivo, ed è considerata un’ottima forma di attività fisica, in quanto coinvolgendo tutto il corpo (la spinta parte, infatti, dalle gambe per poi essere trasmessa alle braccia) risulta un ottimo modo per mantenersi in forma. Sport e tradizione, uniti al piacere dell’aria aperta danno vita ad un’esperienza secolare, unica al mondo anche lontano da Venezia.
Allo scopo di promuovere corsi individuali e collettivi, sia per adulti che bambini, la nostra Associazione partecipa a regate, cortei, eventi per promuovere la specifica attività. Ciononostante, il protrarsi dell’emergenza sanitaria mette tutti noi di fronte alla necessità di evitare di vanificare gli sforzi collettivi sostenuti finora soprattutto dalle fasce più deboli della comunità, gli adolescenti. I bambini e gli adolescenti, come già evidenziato nel report delle Nazione Unite all’inizio della pandemia, sebbene non siano “in prima linea” nella battaglia al virus, subiscono gravi ripercussioni non solo a livello fisico ma anche a livello psicologico ed emotivo. I più giovani dunque hanno risentito notevolmente del cambiamento delle proprie abitudini e routine, privati dei loro spazi educativi e scolastici, così come di quelli ricreativi e sportivi. Sono indispensabili progetti sul territorio che prevedano attività appositamente pensate per questa fase del ciclo di vita e condivisione utile per uscire dall’isolamento, fisico e psicologico, e dalla percezione di solitudine, causa di enormi danni tra gli adolescenti. Appare fondamentale quindi fornire alcune indicazioni che possano orientare gli interventi volti a potenziare le risorse, ridurre gli effetti negativi della pandemia e prendersi cura degli adolescenti oggi. Infatti, i danni provocati dalla pandemia possono essere mitigati laddove si mettano in campo interventi mirati e tempestivi.
L’Associazione “Voga Veneta” per venire incontro a tali specifiche esigenze, propone l’adozione di alcune misure di concerto con il Comune di Nettuno e con il Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza affinché la stessa possa porre in atto ogni iniziativa tesa a garantire corsi individuali e collettivi gratuiti per coloro che vorranno avvicinarsi al mondo della voga e far parte così dell’equipaggio del futuro per partecipare a cortei in mare e alla regata più famosa, la Regata Storica, che si svolge ogni anno in Canal Grande a Venezia. Nello specifico, l’Associazione chiede: Di operare in uno spazio dedicato all’interno della Marina di Nettuno con precisi protocolli di sicurezza per gli istruttori e gli allievi. A titolo di collaborazione, si segnala l’area ex OCEANLAB ritenuta la più idonea a poter perseguire gli scopi auspicati, dove troverebbero posto le imbarcazioni donate alla Città di Nettuno dalla Remiera Casteo di Venezia. Così anche Nettuno avrebbe la sua “Remiera” dove poter ospitare eventi legati al mare con la partecipazione attiva e fondamentale della gioventù nettunese; Un contributo economico ad hoc per il trasporto delle imbarcazioni citate sopra dal territorio di Venezia a quello di Nettuno; Un contributo economico annuale così come riconosciuto alle altre Associazioni del territorio per fronteggiare le spese di gestione dell’Associazione Voga Veneta in generale e del centro addestrativo che potremmo chiamare “Remiera Nettuno” in particolare; Una concessione balneare marittima così come riconosciuto ad altre Associazioni similari del territorio per proseguire il percorso di addestramento dei vogatori in spiaggia. L’area potrebbe ricadere in prossimità dell’area ex OCEANLAB per gestire al meglio la logistica delle imbarcazioni usate per l’addestramento.
Queste le richieste sottoscritte dal Presidente dell’Associazione Nando Taurelli e inviate al Sindaco di Nettuno, a tutta la giunta comunale, al Presidente dell’Associazione Pro Loco della Città di Nettuno ai Dirigenti del comune.