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L’Anpi nella lettera al Sindaco De Angelis: “Necessaria onestà intellettuale”

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Anpi

L‘Associazione nazione partigiani d’Italia (Anpi) sezione di Anzio e Nettuno con l’Associazione culturale di Anzio e Nettuno “La Tamerice” hanno voluto esprimersi sulla decisione di Edith Bruck di rifiutare il Premio alla Pace Città di Anzio rivolgendo una lettera aperta proprio al Sindaco, Candido De Angelis.
“Egregio Sindaco,
la sua amministrazione ‘cede volentieri alle lusinghe della doppiezza e lo fa per ottenere consensi. Una sorta di perversa strategia politica che non porta verso la responsabilità e il coraggio di una scelta – Questo scrive l’Anpi sezione di Anzio e Nettuno all’indomani della mancata revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini e alla richiesta di cittadinanza di Benemerenza alla signora Adele Di Consiglio, perseguitata e vittima delle leggi razziali. “Le ricordiamo, se la sua memoria non è labile, che in sede di Consiglio Comunale del 28 dicembre 2018. “Alla lettura della mozione nella quale si richiedeva la revoca della cittadinanza a Mussolini e il conferimento dell’attestato di pubblica Benemerenza alla signora Adele Di Consiglio, sua concittadina, lei abbandonava l’aula, seguito dai suoi fedelissimi, dichiarando: ‘non ci interessa’. A quel punto mancando il numero legale per proseguire la seduta, venivate richiamati dalla Presidente del Consiglio che, senza previa discussione, sottoponeva la mozione al voto. Ovvio il risultato negativo della votazione, peraltro accolto con grande soddisfazione dagli esponenti di Forza Nuova, presenti in aula”.
“A questo punto sorge spontanea una domanda: qual è la reale motivazione in merito alla quale la Amministrazione ha deciso di conferire il premio per la Pace alla signora Edith Bruck? Probabilmente la straordinaria levatura morale, riconosciuta a livello internazionale della signora Bruck, fa comodo a chi è abituato a strumentalizzare occasioni e date simboliche per costruirsi un’immagine politica assolutoria, esente da contestazioni. Tant’è che proprio ieri, ancora una volta, insieme al vicesindaco di Nettuno, lei era al campo della memoria per “onorare” i caduti dell’esercito repubblichino. E’ vero che il campo della memoria è un cimitero di guerra, ma resta un luogo che incarna una posizione assolutoria del fascismo, contribuendo ad una visione revisionistica della Storia, profondamente contraria ai valori cui si ispira la nostra Costituzione. Gli studenti a cui lei fa riferimento nella sua risposta al rifiuto del premio conferito alla signora Bruck, hanno ricevuto non da lei, ma dalla signora Edith un chiaro messaggio di onestà intellettuale e di dignità morale, senza compromesso alcuno. Corre l’obbligo a questo punto di prendere le dovute distanze dai contenuti e dal tono della sua risposta che adombra arroganza nell’elencare i suoi meriti. Ancor più ci sentiamo offesi e La contestiamo pubblicamente  laddove Lei, rivolgendosi alla signora Bruck, testualmente scrive: ‘Sono proprio questi atteggiamenti che non consentono una reale affermazione di un sentimento di pace universale, ostacolando chi ha scelto di fare, anche se nel suo piccolo una rivoluzione culturale, aldilà degli schieramenti politici’.
“Concludiamo la nostra lettera aperta ricordandole che chi ricopre un ruolo istituzionale, come il suo, deve pesare le parole prima di scriverle e/o pronunciarle quando queste ultime sono rivolte ad una donna che ha fatto della sua vita una testimonianza coraggiosa e sofferta, di quello che Hanna Arendt definisce la banalità del male’ e della sua sottovalutazione”.