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Interrogatorio in carcere per Fabrizio Rocchi, accusato dell’omicidio della madre

Non ha detto una parola Fabrizio Rocchi, in carcere da venerdì scorso perché accusato di aver ucciso la madre di 68 anni, Graziella Bartolotta di Ardea.
Il 48enne anche oggi è chiamato a rispondere, nel penitenziario di Velletri dove è detenuto, alle domande del giudice per le indagini preliminari e del sostituto procuratore che vogliono fare chiarezza sulla dinamica e sulle motivazioni di un gesto tanto efferato.
Gli elementi trovati dagli investigatori nel villino di via del Pettirosso a Tor San Lorenzo durante il primo sopralluogo sulla scena del crimine, hanno subito fatto temere il peggio ai carabinieri della compagnia di Anzio guidati da Giulio Pisani. Tre profonde ferite alla testa, larghe 12 centimetri stridevano con la versione fornita dal figlio della vittima, che sosteneva la tesi di una caduta accidentale nel bagno.
Il movente del delitto risiederebbe in un rapporto conflittuale che Rocchi aveva da sempre con la madre, donna pare, particolarmente severa con i figli.
L’arma usata dal killer, un posacenere o un vaso rotondeggiante, secondo l’accusa sarebbe stata gettata fra le siepi di un canale di scolo in via D’Avico. Rocchi poi sarebbe andato a riprendere ‘l’arma’ con un’auto noleggiata l’indomani dell’omicidio.
Fondamentali, per inchiodare l’assassino, sarebbero le dichiarazioni della badante che ha scoperto il cadavere della donna e che avrebbe raccontato di problemi in famiglia che si trascinavano.