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I volontari dell’Arca: “Rita aggredita brutalmente, chi può ci dia una mano”

“Cari amici dell’Arca, ci scusiamo per il silenzio sceso sulla nostra Pagina negli ultimi giorni. Nel rispetto delle indagini, abbiamo mantenuto la discrezione richiesta dalle Forze dell’Ordine. Tuttavia, dato che iniziano a circolare notizie, anche parzialmente veritiere, ci teniamo a dare la versione ufficiale dei fatti”. Questo l’incipit del Comunicato diffuso dall’Associazione L’Arca di Rita onlus di Nettuno sulla propria pagina Fb a seguito della brutale aggressione della sua titolare.
“Come ormai ben noto, lunedì la nostra Presidente Rita è stata vittima di una violenza e ferocia inaudite da parte di un uomo che di tanto in tanto veniva a dare una mano al nostro rifugio – spiegano – e che Rita aveva conosciuto perché aveva aiutato la sua cagnetta.
Lunedì pomeriggio, la nostra Presidente è stata aggredita mentre usciva dalla chiesa Santa Maria Goretti di Nettuno, dove si era recata poco prima. Mentre metteva in moto, l’uomo ha aperto lo sportello e, dopo averla colpita, si è impossessato del veicolo e si è messo alla guida a tutta velocità nel tentativo di allontanarsi dal centro abitato. L’uomo ha così sequestrato Rita, minacciandola di stupro e di morte. In un momento di distrazione dell’uomo, Rita è riuscita a lanciarsi fuori dal furgone in corsa, senza però dimenticare e abbandonare la sua piccola cagnolina Mina.
Nonostante le escoriazioni, la caduta e il dolore, Rita si è rialzata e ha iniziato a correre per mettersi in salvo e per chiedere aiuto. L’uomo ha fermato il furgone, è sceso, l’ha inseguita e, una volta raggiunta, si è accanito su di lei senza pietà, tentando di strangolarla, di staccarle le dita a morsi e uccidendo la piccola cagnolina a mani nude.
Per fortuna, in quel momento si è trovato a passare un carabiniere fuori servizio che è prontamente intervenuto. Nonostante si sia identificato nel suo ruolo, l’uomo ha aggredito anche il carabiniere e, dopo una violenta colluttazione, ha provato a investire sia Rita che il pubblico ufficiale per poi fuggire. L’uomo è stato successivamente fermato sulla Pontina dai Carabinieri, prontamente intervenuti in seguito all’allerta data dal collega.
Rita attualmente è ricoverata. Oltre alle ferite del corpo, quelle psicologiche, molto più profonde. Rita, una persona che da anni ha messo la sua vita al servizio dei più deboli, di chi non ha parole, gli animali, è chiaramente sotto choc ed è sempre più convinta che il termine “bestia” dovrebbe essere usata per descrivere il genere umano.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno inviato messaggi di solidarietà e che sono vicini a Rita. Ma se c’è una cosa che la nostra Presidente ha insegnato a tutti noi volontari, che adesso ci stringiamo intorno a lei, è che con le parole si fa poco, servono fatti e azioni concrete. Rita salva e aiuta da anni gli animali e le persone della comunità di Nettuno e dintorni. Sebbene sia una leonessa, questa volta ci vorrà del tempo prima che torni operativa.
Noi volontari, nel nostro piccolo, ci stiamo adesso organizzando in base ai nostri impegni quotidiani per portare avanti L’Arca. Noi dobbiamo andare avanti per lei. Chi volesse essere davvero accanto a Rita e ricambiare un po’ del bene e dell’aiuto che questa donna ha sempre fatto, può venire a darci una mano in base alle proprie disponibilità. In questo modo, potrete conoscere più da vicino la nostra realtà e aiutare veramente Rita. D’altronde, per lei nulla è più importante della sua oasi e dei suoi animali. Grazie a tutti di cuore”. I volontari dell’Arca di Rita.