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Cadavere nel bosco ad Anzio, dopo un anno la vittima resta senza nome

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Il cadavere trovato a fine ottobre dell’anno scorso nel bosco di Sant’Anastasio, ad Anzio, da un cercatore di funghi sembra destinato a restare un giallo.
Occorrerà rassegnarsi a non conoscere neppure l’identità della vittima. I carabinieri della locale compagnia e il sostituto procuratore della Repubblica di Velletri, Giuseppe Travaglini, hanno eseguito un altissimo numero di accertamenti e hanno pure prelevato campioni di Dna ai familiari di alcuni scomparsi nella zona, per compararlo con quello delle ossa recuperate nell’area verde, ma niente da fare.
L’ipotesi principale resta quindi quella che si trattasse di un clochard, un uomo solo al mondo, morto in solitudine in un appartamento occupato abusivamente nel vicino centro residenziale Caracol e, a distanza di lungo tempo dal decesso, nascosto in dei sacchi e abbandonato nel bosco da un secondo occupante, con l’obiettivo da parte di quest’ultimo di non avere problemi e soprattutto di non perdere il tetto conquistato.
L’inchiesta si avvia così verso l’archiviazione. Dalle indagini svolte nei laboratori di Medicina Legale dell’Università di Tor Vergata è emerso che su quei resti umani non ci sono segni di tagli e dunque l’ipotesi dell’omicidio è stata subito scartata. In una busta nera è stato recuperato il busto con indosso una giacca sportiva della Roma e in una seconda busta gli arti inferiori, ugualmente scarnificati.
La vittima è un uomo, tra i 35 e i 45 anni, alto circa un metro e settantacinque, con indosso la giacca della Roma, una maglia e dei jeans, non corrispondente a nessuno degli scomparsi nella zona, che potrebbe essere stato sepolto anche venti anni fa. I carabinieri di Anzio, agli ordini del comandante Giulio Pisani, ampliando il raggio delle ricerche tra le denunce di scomparsa, hanno preso in esame quelle presentate dal 2005 al 2015, oltre che ad Anzio a Nettuno, Ardea, Pomezia, Aprilia e Latina. Hanno individuato 6-7 scomparsi che potevano corrispondere alle caratteristiche del cadavere trovato nel bosco e hanno prelevato campioni di Dna dai familiari di quest’ultimi per effettuare le comparazioni, che hanno però dato tutte esito negativo.