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Approfondimento scientifico: Prevenzione covid? Dalla lattoferrina alla terza dose

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EDITORIALE DI APPROFONDIMENTO SCIENTIFICO A CURA DI:
Dott. Gaetano Mauro
Direttore della Farmacia Cinque Miglia ad Anzio e docente a contratto di Farmacologia presso L’Università di Tor Vergata laurea in Infermieristica sede S. Eugenio Roma
PREVENZIONE COVID? DALLA LATTOFERRINA ALLA TERZA DOSE
Gentile Dott. Gaetano Mauro, in questi ultimi giorni stiamo assistendo ad un aumento del timore di infettarsi anche e soprattutto da parte di coloro che hanno effettuato il ciclo vaccinale completo, è una nostra sensazione o ha notato la stessa cosa?
Purtroppo l’ho potuto constatare anche io, paradossalmente la paura di infettarsi cresce negli individui più prudenti ed invece è da sempre assente nei negazionisti, che non riconoscendo l’esistenza della malattia ne ignorano anche la pericolosità. La crescita del timore di infettarsi, soprattutto per gli anziani e i soggetti fragili che hanno avuto il ciclo vaccinale nei primi mesi dell’anno, non è completamente infondata e trova riscontro anche dagli ultimi dati epidemiologici. L’insorgenza delle varianti riduce l’efficacia degli attuali vaccini, che conseguentemente, non garantiscono più una totale immunità verso il covid. Tuttavia, i dati scientifici ci devono anche rassicurare, poiché dimostrano che coloro che hanno effettuato il ciclo completo di vaccinazione sono comunque protetti dalle forme gravi, qualora si dovessero infettare.
Grazie dottore, ma allora cosa possiamo consigliare per vincere questa paura e aumentare il senso di sicurezza delle persone?
Il rispetto delle attuali norme sanitarie basterebbe a garantire ottima salute ai soggetti vaccinati. Qualcosa di più potrebbe essere dato dall’integrazione alimentare con la lattoferrina. Da sempre, infatti, la lattoferrina ha dimostrato rafforzare il sistema immunitario in maniera aspecifica nei confronti di virus e batteri. La protezione della lattoferrina è infatti fondamentale per i neonati che la assumono attraverso il latte materno, interponendosi tra l’agente patogeno e la cellula umana con un effetto barriera e di modulazione delle cellule immunitarie che difendono il nostro organismo. A questo proposito è stata fatta una ricerca tutta italiana presso il policlinico di Tor Vergata che non solo ha ribadito la potenzialità della lattorferrina nella prevenzione del covid ma ha anche dimostrato un ruolo terapeutico di questa importante proteina nella cura dei pazienti malati di covid-19, in aggiunta agli attuali farmaci in uso. A scopo preventivo è consigliabile assumere almeno 200 mg di lattoferrina al giorno in un’unica somministrazione. A tale riguardo ricordiamo anche il ruolo della vitamina C e della vitamina D nel modulare la risposta immunitaria dei pazienti potenziandola ai dosaggi rispettivamente di 1 grammo al giorno di vitamina C e di 2000UI al giorno per la vitamina.
Dottore ma torniamo ai vaccini, cosa sta succedendo? È vero che si dovrà fare una dose aggiuntiva rispetto all’attuale ciclo vaccinale?
Purtroppo, quasi certamente si. La comunità scientifica e le stesse case farmaceutiche stanno cominciando a riconoscere la necessità di effettuare una terza dose di vaccino a vettore virale (Pfizer-BioNTech e Moderna) e anche la Johnson & Johnson recentemente ha valutato la possibilità di effettuare un richiamo dopo sei mesi dall’inoculazione. In aggiunta, alcuni paesi (come Israele) stanno già procedendo di gran lena ad effettuare il terzo richiamo Pfizer-BioNTech ed è di oggi il fatto che verranno considerate completamente immunizzate solo le persone che hanno effettuato il ciclo vaccinale con tre inoculazioni. All’orizzonte ci sono inoltre nuovi vaccini già studiati nei confronti delle varianti, uno fra tutti il nuovo vaccino NOVAVAX della Novavax e Merk-MSD.
Peccato dottore, ma secondo lei tutto questo si sarebbe potuto evitare?
È difficile da dire ma sicuramente la mancata adesione di tutta la popolazione alla campagna vaccinale non ha aiutato e può aver contribuito a determinare l’insorgenza delle temibili varianti.