Home Cronaca Cippo che rivendica Istria, Fiume e Dalmazia a Nettuno, l’Anpi: “Gravissimo”

Cippo che rivendica Istria, Fiume e Dalmazia a Nettuno, l’Anpi: “Gravissimo”

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Nettuno: installazione di un cippo che rivendica come terre italiane Istria, Fiume e Dalmazia. Comunicato ANPI provinciale di Roma e della sezione di Anzio-Nettuno.
“Riteniamo gravissimo quanto accaduto a Nettuno nei giorni scorsi. L’installazione di un cippo che rivendica come terre italiane Istria, Fiume e Dalmazia (oggi parte di Slovenia e Croazia) rievoca il nefasto passato della dittatura fascista fatto di politiche nazionaliste, di aggressione e italianizzazione forzata che hanno portato ad atroci e tragiche conseguenze tanto per gli italiani quanto per le popolazioni slave che subirono deportazioni, stragi, distruzioni delle città e crimini di guerra rimasti impuniti nel dopoguerra.
Apprendiamo con sdegno e rammarico che l’Amministrazione comunale di Nettuno, Istituzione come tutte le altre del territorio nazionale che fonda la sua origine sui principi costituzionali, abbia autorizzato e presenziato con alcuni esponenti istituzionali ad una iniziativa di stampo nostalgico richiamante storia, linguaggio e rivendicazioni politiche del fascismo. Riteniamo inoltre molto grave che l’Amministrazione comunale abbia promosso con la presenza di un Assessore all’evento una iniziativa insieme ad organizzazioni dichiaratamente fasciste come Casapound (movimento politico interessato da diverse indagini e processi per aggressioni ed apologia, le cui sedi negli ultimi tempi oggetto di sgombero, vedevano al proprio interno materiali inneggianti ai criminali nazisti Himmler e Priebke).
Che la “difesa della memoria storica della nazione” sia affidata a circoli neofascisti (come si legge nei comunicati di tali gruppi), Associazioni che portano il triste nome della X Mas (reparto comandato da Junio Valerio Borghese, resosi responsabile di crimini contro le popolazioni civili ed i partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale e nel 1970 promotore di un colpo di Stato contro la Repubblica)  e sedicenti “storici” da parte dell’amministrazione comunale evidenzia da un lato lo scadimento culturale della dimensione pubblica e politica e dall’altro la precisa volontà di revisionare la storia sottraendola agli elementi fattuali e riconducendola ad un piano propagandistico che nulla ha a che vedere con la trasmissione del sapere e la formazione della cittadinanza repubblicana informata, nella nostra Costituzione, ai valori della Resistenza, della Lotta di Liberazione e dell’antifascismo.
Auspichiamo una pronta presa di distanza da parte del Sindaco di Nettuno che prestando la sua opera come primo cittadino dovrebbe informare la sua azione istituzionale ai valori della Costituzione repubblicana piuttosto che permettere una pubblica riabilitazione delle mire territoriali proprie del fascismo attraverso la partecipazione di esponenti dell’Amministrazione comunale. Ci rivolgiamo inoltre a tutte le  organizzazioni democratiche ed antifasciste affinché anche loro si mobilitino a riguardo”.
Così in una nota stampa l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comitato Provinciale di Roma
Sezione ” Vittorio Mallozzi e Mario Abruzzese”