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Sviene al mare a Lavinio e racconta: “Salvata da tre angeli del 118”

"Lunedi 5 luglio,  intorno alle 18 sono stata soccorsa dagli operatori del 118 di piazza del Poggio-Lavinio in tempi record, dopo un improvviso

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“Lunedi 5 luglio,  intorno alle 18 sono stata soccorsa dagli operatori del 118 di piazza del Poggio-Lavinio in tempi record, dopo un improvviso malore in spiaggia, nei pressi dello stabilimento ‘La Scialuppa’. Invio una testimonianza per ringraziarli per la velocità, la professionalità con la quale mi hanno rimessa in sesto. Grazie”.
“Ieri – spiega la donna – ho toccato con mano la solidarietà e la velocità di intervento del 118 di piazza del Poggio a Lavinio Anzio. Facevo ritorno dalla spiaggia, mi accingevo a scalare i 118 gradini che mi riportano a casa. Ero stanca e accaldata, la lunga passeggiata fatta un’oretta prima mi aveva messo a dura prova. Improvvisamente mi accascio priva di sensi sul primo gradino. Quando mi sono ripresa diversi ragazzi dello stabilimento ‘La Scialuppa’ e alcune donne si stavano già prendendo cura di me. Chi chiamava casa chi mi offriva acqua da bere chi mi medicava il ginocchio escoriato in più parti e chi predisponeva un ombrellone per tenermi all’ombra.
Li guardavo senza opporre resistenza alcuna, grata per il loro interessamento, ho solo accennato un flebile ‘no, l’ambulanza no. Mi dispiaceva dare disturbo. In fondo stavo bene, pensavo. Dopo pochissimi minuti è giunta l’ambulanza con tre angeli. Così mi sono sembrati, mentre scendevano la scalinata. Senza perdere tempo si sono divisi i compiti. Uno mi ha misurato la pressione, un altro la glicemia il terzo ha pulito e disinfettato la ferita del ginocchio. Non contenti mi hanno fatto una flebo di sali minerali dopo avermi ‘rimproverata’ per aver bevuto poco visto che ero, a detta loro, completamente disidratata. E con la pressione bassissima. Tre giovanissimi anche loro, due uomini e donna. Veloci, professionali molto affettuosi.
Mi hanno scortata sino alla macchina dopo avermi preso per mano lungo la scalinata. Non so senza di loro come sarebbe finita.
La mia vuole essere una testimonianza sul fatto che le belle persone esistono ancora. Siamo così abituati a fare di tutta l’erba un fascio, a puntare il dito sulla malasanità e sui vergognosi ritardi a cui veniamo sottoposti per visite diagnostiche  e interventi chirurgici (con l’aggravante ultima della pandemia da oltre 18 mesi),  e a piangerci addosso che il più delle volte non ce ne accorgiamo. E quando per caso incappiamo in alcuni di loro ne restiamo sorpresi. Quasi increduli. Ecco, è meraviglioso potersi ricredersi. A  tutti, GRAZIE dal profondo del cuore. E grazie ai tre angeli’ capitanati dal dottor Gianluigi Piergari, ai quali va tutta la mia riconoscenza. Chiara Farigu”.