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25 aprile, il Sindaco di Nettuno Coppola: “Dobbiamo Resistere uniti”

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Cerimonie commosse e con la presenza di tanti cittadini quelle che si sono svolte questa mattina, prima a Nettuno e poi ad Anzio, per celebrare il 25 aprile. Presenti tutte le delegazioni militari, Esercito, Carabinieri, Polizia, Finanza, Vigili del fuoco, Polizia locale e Protezione civile. Assenti, per motivi di sicurezza, le associazioni combattentistiche e d’Ami e la Banda musicale, i Sindaci delle due città Candido De Angelis e Alessandro Coppola. A Nettuno, dopo l’inno e la deposizione della Corona è stato il primo cittadino a prendere la parole, invitando i cittadini a Resistere e a lavorare Uniti. Ecco il discorso integrale:
“Ricorrono oggi i 76 anni della Liberazione del nostro Paese dalla dittatura nazifascista. Anche quest’anno sarà un 25 aprile particolare quello che ci apprestiamo a celebrare. E’ doloroso che un momento come questo, essenza dell’unità di un popolo, sia vissuto in forma ristretta senza l’emozione, il contatto fisico, il calore umano della partecipazione della gente, delle Associazioni Combattentistiche, della Banda e soprattutto dei ragazzi delle scuole. Tutto ciò, però, non toglie nei nostri cuori i valori che la Resistenza ci ha insegnato e su cui è fondata la nostra Nazione, specie dopo un anno così difficile e doloroso a causa dell’Emergenza Coronavirus. Le sofferenze personali, sociali ed economiche che hanno segnato le nostre famiglie ci ricordano il dovere di essere uniti di fronte a tutte queste difficoltà, proprio come gli uomini e le donne che, con estremo coraggio ed altruismo, hanno combattuto nei giorni bui della Seconda Guerra Mondiale per la Libertà e la Democrazia. Mai come oggi è importante resistere e tenere accesa la speranza in un futuro migliore e sereno. Il nostro compito in questo giorno di commemorazione è quello di rievocare una tragedia, la guerra, ma anche una conquista, la democrazia, riscoprendo lo sforzo di coesione delle diverse culture democratiche che collaborarono per costruire le fondamenta di questo Paese, unite nella fiducia per la democrazia, nel lavoro per la dignità dell’uomo, nell’amore per la libertà. Questa è una lezione straordinaria per questi giorni di inaspettata sofferenza: oggi come allora tutte le istituzioni devono lavorare insieme e evitare il più possibile polemiche che non portano soluzioni. In questo momento di ricordo e di memoria di uomini e donne che hanno combattuto per abbattere le disuguaglianze, per cancellare le discriminazioni e per porre fine ad un periodo storico tragico grazie ad una Unità di intenti e di valori, voglio citare le parole di Aldo Moro rivolte ai gruppi parlamentari poco prima del suo rapimento: “Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma, cari amici, non è possibile; oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà…Camminiamo insieme perché l’avvenire appartiene in larga misura ancora a noi”. La nostra Nazione ha affrontato momenti drammatici, dalle Guerre Mondiali agli anni di piombo, ed oggi siamo stati chiamati ad affrontare anche questa pandemia e la conseguente crisi economica e sociale. Riscopriamo il nostro senso di comunità, abbattiamo le differenze ideologiche e politiche e costruiamo insieme il percorso che ci porterà definitivamente fuori da questo tunnel. Riscopriamoci uniti sotto il tetto della nostra amata Nazione e vinceremo anche questa battaglia. W La Libertà, W il 25 aprile, W Nettuno e W l’Italia”.