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Gli sfrattati di Corso Italia scrivono al Papa: “Il cuore è colmo di angoscia”

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Papa Francesco

“Santità
Mi chiamo Luigi Lacco e vivo ad Anzio vicino Roma.
Mi rivolgo a Voi col cuore colmo di angoscia.
So quanto siete impegnato con le grandi questioni politiche mondiali so quanto sia gravoso governare la Chiesa di Roma e diffondere quotidianamente il messaggio della fede cristiana. Ho seguito con interesse e speranza la sua recente missione di pace in Iraq, una iniziativa coraggiosa che si contrappone con fermezza ai terribili venti di guerra che da sempre sconvolgono il medio oriente e mettono a rischio la pace mondiale e la fratellanza tra i popoli. Siete una voce nobile che ha il coraggio di guardare in faccia i potenti della Terra ricordando le loro gravi responsabilità per la difficile situazione mondiale in cui ci troviamo. Penso umilmente che il vostro pontificato sia la più grande novità storica dell’ultimo decennio, almeno nel senso di riportare nel dibattito pubblico parole purtroppo desuete come giustizia, uguaglianza, lavoro, rispetto per la persona, antirazzismo. La vostra ultima enciclica è un manifesto per una svolta sociale e ambientale di cui l’umanità e la nostra Terra hanno bisogno. Gli uomini di buona volontà dovrebbero attivarsi per realizzarlo. Io nel mio piccolo spero di dare un contributo.
Purtroppo però vi scrivo per una richiesta di aiuto, che forse solo la sua autorevole voce può ottenere.
Rappresento circa 80 famiglie sotto sfratto in uno stabile di Anzio. La società proprietaria a cui abbiamo pagato regolarmente l’affitto fino al 2016 è stata sottoposta a procedura fallimentare dal Tribunale di Velletri. Gli ufficiali giudiziari ci lasciarono intendere che i nostri diritti di inquilini non sarebbero stati lesi e avremmo continuato a pagare l’affitto presso il tribunale per tutelare nel frattempo i creditori interessati. Salvo poi vederci arrivare gli ordini di sgombro, previsto per il 31 marzo. Evidentemente non rientriamo nelle categorie tutelate dal blocco degli sfratti e la pandemia in corso non è motivo sufficiente per fermare una simile procedura. Ma tutto ciò ci sembra folle: non abbiamo colpa alcuna e fra di noi ci sono numerosi bambini in età scolare, persone anziane e disabili. Siamo tutti lavoratori e lavoratrici, disoccupati , percettori di reddito di cittadinanza. In tempi di pandemia e crisi economica dovrebbe essere impensabile sgomberare queste persone, eppure sta per accadere. Il Sindaco di Anzio ci ha promesso che interverrà ma finora non è successo nulla.
Vogliamo semplicemente o rimanere nelle nostre abitazioni o andarcene in altre. Ne abbiamo diritto. Ma pare che i diritti dei deboli non contano nulla di fronte ai privilegi dei ricchi e dei potenti. Voi queste cose le conoscete bene e le combattete ogni giorno. Siete il Papa della misericordia e dell’incontro con gli ultimi, come faceva Gesù nel Vangelo, forse la vostra voce ci potrà aiutare. Chiedo solo che ci ascoltiate e ci aiutiate ad ottenere un sacrosanto diritto. Siamo anche noi parte di quella umanità che soffre, e guarda a voi con fede e speranza.
Sia fatta la volontà di Dio
Grazie di averci ascoltato”.
Queste le parole di chi, tra pochi giorni, rischia di finire per strada.