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Giornata della memoria, gli studenti di Anzio II incontrano Lia Levi

“La memoria può cambiare il mondo”. Con questa forte convinzione, ieri, 27 gennaio 2021, Giornata della Memoria, presso l’I.C. “Anzio II”

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“La memoria può cambiare il mondo”. Con questa forte convinzione, ieri, 27 gennaio 2021, Giornata della Memoria, presso l’I.C. “Anzio II” si è svolto l’incontro con l’autrice Lia Levi. Giornalista e scrittrice pluripremiata di religione ebraica, attiva da anni come direttore del mensile “ Shalom” è stata anche diretta testimone della Shoa. Questo fatto storico, così cruento e così terribile continua dopo anni a sconvolgere ed a suscitare un senso di profondo orrore per la violenza e la cattiveria a cui l’uomo può giungere. Proprio per questo motivo, nell’ambito del progetto “Libri..Amo”, attivo già da qualche anno nell’istituto, si è voluto organizzare un incontro con l’autore, in collaborazione con la Demea Eventi culturali, che potesse permettere agli alunni dell’intero istituto, dalle ultime classi della scuola primaria sino a quelle della scuola media, di poter sentire dalla viva voce di chi quei fatti li ha vissuti in prima persona che il mondo ha la possibilità di poter ricominciare se non dimentica ciò che è stato. I ragazzi, nei mesi precedenti all’incontro, sono stati invitati dagli insegnanti ad una lettura guidata di due testi scritti dall’autrice “Una bambina  e basta” ed “Il braccialetto” . Successivamente hanno prodotto alcune riflessioni che hanno trovato concretezza in alcuni video che sono stati proiettati proprio in occasione dell’incontro di stamattina. Diverse le domande proposte alla scrittrice dagli studenti, con alcuni riferimenti anche ai grandi della letteratura italiana come Giacomo Leopardi. Grande commozione e soddisfazione è stata manifestata da tutti i partecipanti, dalla Dirigente Dottoressa Anna Maria Corso, al Referente del progetto, Professor Marco Riviello i quali hanno ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento. L’incontro di stamattina era stato già annunciato da una intervista di Lia Levi rilasciata all’AGI e rappresenta l’attuazione pratica di una forte convinzione dell’autrice: parlare di un tema difficile come quello dell’antisemitismo, anche tra i più piccoli, è possibile, soprattutto se si sceglie la via della narrativa declinata  anche in chiave favolistica.