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Intervista a Fabrizio Locicero, in rete “Vertigine” con Adamo Dionisi

Questa settimana su YoungTv e il Ilclandestinogiornale.it a raccontarsi è Fabrizio Locicero, ex percussionista dell’Orchestraccia, musicista

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di Federico Arancio
Questa settimana su YoungTv e il Ilclandestinogiornale.it a raccontarsi è Fabrizio Locicero, ex percussionista dell’Orchestraccia, musicista, compositore e cantante. Parlare con Fabrizio è sempre piacevole perché quando si parla di musica a lui brillano gli occhi. Da poco è uscito il suo nuovo pezzo che si chiama “Vertigine” ed è stato particolarmente interessante capire la costruzione del brano, che viaggia in un contesto empatico molto spiccato, con una musicalità molto piacevole, ricca di sonorità. Importante anche l’intervento dell’attore Adamo Dionisi, noto per aver interpretato il boss Manfredi Anacleti all’interno della serie televisiva Suburra. Dionisi, alter ego di Locicero all’interno del video musicale di “Vertigine”, ha anticipato che questo si tratterebbe solo dell’inizio di una lunga collaborazione tra i due.
Fabrizio, da dove nasce il brano “Vertigine”?
“Vertigine nasce da un progetto nel quale non sono stato da solo, devo ringraziare Andrea Palumbo che è il produttore artistico e fonico e l’autore che è Fabio Senna, colui che traduce in Italiano tutto ciò che penso e scrivo. Nasce perché, dopo molti anni che fai parte di una band molto numerosa non hai la percezione che quello che tu pensavi fosse giusto poteva essere fatto e magari funzionare, io ho delle idee di come cercare di fare un prodotto e Vertigine è il banco di prova, dopo tutti questi anni di musica voglio mettermi alla prova, capire cosa veramente sono capace di proporre”.
Come le è venuta l’idea di comporre musica? Era un progetto che già aveva in mente?
“Sono 25 anni che faccio musica, che faccio live, la composizione non è una cosa che è nata con vertigine”.
C’è la possibilità di rivederla con l’Orchestraccia?
”Non credo, è stata una bellissima esperienza che porterò nel cuore per sempre, però le cose iniziano e le cose finiscono, mi stava un po’ costringendo, nel senso che quando fai parte di un progetto così importante, ovviamente il tempo che tu hai per altro è sempre meno. Sentivo che stavo lasciando tante cose che volevo fare”.
Come vi siete organizzati in questo periodo di emergenza covid per le registrazioni del pezzo?
“Abbiamo registrato tutto a casa mia, mascherina e metro di distanza, e a suonare siamo stati io ed Andrea Palumbo. Quindi abbiamo fatto tutto da soli”.
Come è lavorare per comporre la musica?
“E’ bellissimo tu hai in testa il progetto finito, ma comunque devi andare a cercare tutti gli ingredienti per realizzarlo”.
Quando si capisce che il pezzo è pronto, che non ci sono più accorgimenti da fare, che il suono è proprio quello che voleva?
“Questa è una domanda veramente difficile, magari stai giorni e giorni a cercare un dettaglio, poi sei in macchina e dici, ecco così va fatto, è perfetto”.
Abbiamo visto che nel video del pezzo che sta su youtube insieme a te c’è Adamo Dionisi, attore che tutti abbiamo conosciuto con Suburra, e che noi abbiamo contattato e qualche domanda la facciamo anche a lui. Adamo che ne pensa di Vertigine?
“Devo dire che io e Fabrizio ci conosciamo da molto tempo, conosco la sua penna e come suona. La canzone è molto bella, poi Fabrizio è un poeta”.
Farete altri video insieme dopo questa esperienza?
“Sicuramente si, e molte altre cose, ormai ci siamo rincontrati.  Anzi ti dico che a breve tra qualche giorno cominceremo un nuovo progetto”.
Nel video avete entrambi una cicatrice sul viso, e nel finale indossate un naso da clown, perché?
“La cicatrice fa parte della linea drammaturgica, io sarei il suo alter ego, quindi dovevamo avere qualcosa di simile e si è optato per la cicatrice. Per quanto riguarda il naso rosso da clown, è perché siamo due clown e quindi fondamentalmente stavo facendo me stesso come Fabrizio stava facendo se stesso. In quel momento del video noi interpretiamo noi stessi”.
Avete in mente dei progetti futuri?
“Certo, stiamo formando una band. Poeti Punk. Ma non dico altro. Posso dirvi solo che si tratta di musica popolare italiana. Un viaggio per l’Italia per raccontare alla gente quello che cantava”.
Ringraziamo Fabrizio Locicero per aver accettato di rispondere alle nostre domande e Adamo Dionisi per il prezioso intervento. Due artisti che speriamo di poter ospitare nuovamente in redazione molto presto.