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Giallo del cadavere di Anzio, la speranza nel dna dei parenti degli scomparsi

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Difficile, anzi difficilissimo riuscire a identificare il cadavere trovato a fine ottobre nel bosco di Sant’Anastasio, ad Anzio. I carabinieri della locale compagnia e il sostituto procuratore della Repubblica di Velletri, Giuseppe Travaglini, non si arrendono però a lasciare che il giallo resti tale. Sono in corso ulteriori accertamenti e dopo le festività natalizie verranno anche prelevati campioni di Dna ai familiari di alcuni scomparsi nella zona, per compararlo con quello delle ossa recuperate due mesi fa. Dalle prime indagini svolte nei laboratori di Medicina Legale dell’Università di Tor Vergata è emerso che sui resti umani spuntati fuori nel bosco non ci sono segni di tagli e dunque gli investigatori ipotizzano che il cadavere scoperto da un cercatore di funghi non sia di una vittima di omicidio, ma appartenga a un uomo morto per cause naturali e poi fatto sparire. I carabinieri hanno così anche ipotizzato che possa trattarsi di un senzatetto, che potrebbe aver occupato uno degli appartamenti del vicino centro residenziale Caracol, e che a distanza di lungo tempo dal decesso, scoperto quel corpo all’interno della casa da un secondo occupante, quest’ultimo l’avrebbe nascosto mettendolo in due sacchi, al fine di non avere problemi e soprattutto di non perdere il tetto appena conquistato. In una busta nera i militari dell’Arma hanno recuperato un busto con indosso una giacca sportiva della Roma e in una seconda busta gli arti inferiori, ugualmente scarnificati. Dopo un primo sopralluogo compiuto dal medico legale, era stato ipotizzato che potesse trattarsi di un soggetto di mezza età, seppellito tra i due e gli otto anni fa, senza riuscire a stabilirne il sesso. I carabinieri di Anzio, agli ordini del comandante Giulio Pisani, avevano iniziato ad esaminare le diverse denunce di scomparsa, tutte piuttosto datate, ma dai primi accertamenti medico-legali era poi emerso un quadro ancor più complesso. La vittima è infatti un uomo, tra i 35 e i 45 anni, alto circa un metro e settantacinque, con indosso solo una giacca della Roma, una maglia e dei jeans, non corrispondente a nessuno degli scomparsi nella zona. Il medico legale ha poi sostenuto che il cadavere potrebbe essere stato sepolto anche venti anni fa e che non ci sono appunto segni di tagli sulle ossa. Il sostituto procuratore Travaglini, per non lasciare nulla di intentato, ha ora disposto un’altra consulenza medico-legale, sperando di poter ottenere così altre informazioni utili per le indagini, e i carabinieri di Anzio hanno ampliato il raggio delle ricerche tra le denunce di scomparsa, prendendo in esame quelle presentate dal 2005 al 2015, oltre che ad Anzio, a Nettuno, Ardea, Pomezia, Aprilia e Latina. In tal modo gli investigatori hanno individuato 6-7 scomparsi che potrebbero corrispondere alle caratteristiche del cadavere trovato nel bosco e dopo le festività natalizie preleveranno campioni di Dna dai familiari di quest’ultimi per far effettuare le comparazioni.