Home Politica Mancini bacchetta la stampa in diretta: “Urlo perché non mi sentite”

Mancini bacchetta la stampa in diretta: “Urlo perché non mi sentite”

Il consigliere comunale di opposizione a Nettuno Daniele Mancini usa la ribalta del consiglio comunale per bacchettare la stampa durante

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Il consigliere comunale di opposizione a Nettuno Daniele Mancini usa la ribalta del consiglio comunale per bacchettare la stampa durante la diretta streaming dell’assise. A pochi minuti dalla pubblicazione di un articolo della nostra Redazione che sottolineava i toni accesi in consiglio comunale, caratterizzati anche (ma non solo) dalle urla del consigliere Mancini in almeno due interventi, il consigliere, marginale nella narrazione dell’articolo che riprendeva in diretta l’assise grazie allo streaming, si difende, ancora una volta, negando fatti avvenuti. “Urlo perché penso che non mi sentite – ha spiegato Mancini ai colleghi consiglieri comunali – lo dico perché poi escono in diretta gli articoli della solita stampa, che sottolinea le urla ma non le bugie che dice questa Amministrazione sui fondi stanziati”. Ancora una volta il consigliere Mancini sottolinea come la solita stampa sia ‘ingiusta’ quando non riporta la sua posizione come l’assoluta verità dei fatti e non come una presa di posizione tra le altre e quando si nota (ed è davvero impossibile non farlo), che spesso, esprime le sue idee e legittime contestazioni con toni esacerbati e aggressivi. Quella di Mancini per la stampa che ritiene avversa sembra una vera ossessione ma questa Redazione si limita alla cronaca dei fatti e della politica per offrire un servizio ai cittadini, in tempo reale, con tutte le difficoltà connesse a seguire un consiglio comunale in streaming. Il consigliere Mancini, siamo costretti a ribadirlo, è un consigliere di opposizione come gli altri, che ha tutto il diritto di esercitare il suo diritto di critica di questa Amministrazione. Non ha invece il diritto di aggredire la stampa che non racconta la realtà come lui vorrebbe e a cui vuole con arroganza dettare la linea.