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Alessandro Bernardi del Kinsale: “Non era questo il momento di protestare”

Nella manifestazione dei commercianti di Anzio e Nettuno questa sera diverse le persone che, off records, hanno contestato la connotazione politica

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Alessandro Bernardi

Nella manifestazione dei commercianti di Anzio e Nettuno questa sera diverse le persone che, off records, hanno contestato la connotazione politica di estrema destra dell’evento.
L’unico a volerci mettere la faccia, nel prendere una posizione fuori dal coro della protesta, è Alessandro Bernardi, titolare del Kinsale Irish pub di Nettuno che ha seguito tutto l’evento, senza prendere la parola e non a caso.
“Questa manifestazione – ci dice – va vista da diversi punti di vista. Se era una manifestazione politica tanto di cappello all’estrema destra che è riuscita benissimo a cavalcare l’onda della protesta. Come manifestazione politica è stata riuscitissima. Se invece era la manifestazione dei ristoratori di Anzio e Nettuno non mi è piaciuta e non mi riconosco in questa protesta. Dopo una stagione estiva in cui come ristoratori siamo stati molto aiutati dalle Amministrazioni, che hanno concesso spazi aggiuntivi e in cui abbiamo tutti lavorato tantissimo, io penso che come categoria non ci saremmo dovuti permettere di fare questa manifestazione in questo momento. Credo che sia una questione di coerenza. Il Governo ci ha chiesto 30 giorni di sacrificio di fronte a 20mila contagi al giorno e a 100 morti, oggi con la chiusura siamo arrivati a 31mila contagi e 300 morti. Io non ho gli strumenti per contestare questi dati e la situazione di emergenza che ci sta prospettando il Governo, non posso dire e certamente non credo che stiano mentendo. Dopo un’estate in cui ci sono ristoratori, soprattutto ad Anzio, che hanno messo i cittadini uno attaccato all’altro per lavorare senza sosta, serviva maggiore senso di responsabilità. Il Governo ha annunciato la Cassa integrazione per i dipendenti, un contributo a fondo perduto entro due settimane, credito di imposta se si paga l’affitto. Si tratta solo di 30 giorni: un mese per senso di responsabilità dopo un’estate più che positiva andava concesso, soprattutto visto che altre categorie diverse dalla nostra se la sono passata peggio e che molti ristoratori, in altre zone d’Italia, non hanno lavorato come noi. Noi abbiamo lavorato tantissimo e oggi si protesta, non è corretto, non funziona così. Mi dispiace anche il fatto che l’associazione Il Tridente è stata associata politicamente all’estrema destra mentre so che  come commercianti si dichiarano apolitici. Se tra un mese le cose peggiorano, se i soldi non dovessero arrivare, allora non escludo di poter maturare anche io l’idea di una protesta, ma non era questo il momento giusto e neanche la compagnia giusta per manifestare”.