Home Cultura e Spettacolo Il poeta Iago Sannino presenta le sue opere e la sua passione

Il poeta Iago Sannino presenta le sue opere e la sua passione

Il poeta non è solo colui che sa comunicare profonde emozioni, ma anche chi è in grado di riceverle. Nessuno meglio del più grande paroliere italiano Mogol

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Il poeta non è solo colui che sa comunicare profonde emozioni, ma anche chi è in grado di riceverle. Nessuno meglio del più grande paroliere italiano Mogol può aiutarci a capire quanto può essere importante la figura del poeta in un mondo sempre in continua evoluzione come il nostro. “Non ho titoli accademici né lauree in lettere, mi sarebbe piaciuto dire che fin da piccolo amavo scrivere versi, nel vero fino ai 35 anni non ho mai scritto poesie e neanche letto i poeti. Durante una notte molto turbolenta scrissi alcune riflessioni, in quel momento scattò qualcosa, posso paragonarla ad una scossa di terremoto, una frattura fra quel che ero e quel che potevo diventare. Dopo qualche tempo mi licenziai e mi dedicai completamente alla poesia. Sono stati anni di durissimo lavoro, avevo troppe lacune. Giorni, mesi, anni di scrittura e analisi dei poeti (del passato e attuali), interi volumi di metrica assorbiti per trovare un mio stile, il mio stile. Lo pseudonimo di Iago segna questa mia nuova vita, diversa, meno facile, con molte privazioni ma mia. Ora so come abitare il mio corpo”. Si presenta così, Iago Sannino, poeta nato a Roma nel 1968. L’incontro con la poesia avvenne verso i 40 anni, in seguito Iago decise di lasciare il lavoro per dedicarsi esclusivamente all’attività poetica. Con il tempo decise di organizzare incontri pubblici di scrittura in presa diretta volti a favorire un dialogo vivo e dinamico tra persone e scrittura, in questi ritrovi informali Iago compone in inedita versi, riflessioni e aforismi su macrofogli, suggestionato da parole e scorci di vita offerti dai presenti. Al termine gli scritti vengono dedicati e regalati al pubblico. Nel 2019 è uscito l’ultimo libro Multiverso per Eta Beta edizioni. Ha partecipato al “Camp.Cet” di Mogol in qualità di autore di testi, attività che da tempo ha unito a quella di poeta ( è nella terna dei finalisti al LUNEZIA). L’ultimo lavoro di Iago in versi è intitolato “Dalla pietra allo specchio”.  Per il Foglio Letterario di Gordiano Lupi, ha ottenuto il premio speciale della critica al GIOVANE HOLDEN di Torino. “Io fondamentalmente sono un po’ nauseato da come i poeti agiscono oggi, aspettano l’ispirazione prima di scrivere – ha affermato Iago Sannino – io dico sempre che un poeta debba invadere qualcosa per creare. Non deve aspettare chissà che cosa, un poeta ha dentro tutto ciò che serve per poter scrivere. L’importante è che senta la vita in un certo modo, se manca quello non scatta nulla. E’ un lavoro complesso, l’istinto c’entra ma anche lo studio è importante”. Iago sostiene un altro elemento che non deve mancare al poeta è la perenne attenzione verso tutto ciò che è intorno al poeta stesso. “Oggi i poeti aprono la finestra, guardano come va il mercato e poi scrivono perché dicono che si deve anche vendere  – continua il poeta romano – infatti se si rendi conto in giro c’è il poeta con il libro, ma il libro è una cornice di quanto è stato fatto lontano dal foglio. Se uno lavora bene il foglio è soltanto un epilogo di un lavoro fatto lontano dalla carta”. Il poeta deve uscire dal proprio Comune, deve andare ovunque, avere un contatto con gli altri.  “Negli anni sono diverse le realtà che mi invitano a effettuare interventi di scrittura dal vivo. Mostro come le immagini vengono scritte partendo da una semplice idea, da una parola, un ricordo. Fare vedere come nasce e si organizza un discorso in versi per poi regalare la poesia ai convenuti, potrebbe essere utile per diminuire le distanze che separano i poeti dagli altri. Ho pubblicato 13 libretti di poesia ma la mole di fogli che ho regalato è ben più grande”. Il duro lavoro ha permesso a Iago di avere delle soddisfazioni nel tempo. Renato Zero lo premiò nel 2004 (primo classificato al concorso Fonopoli con la poesia Il biancospino da cui origina il libro omonimo), seguiranno altri compendi in versi (Inquietudine- Il dubbio- Negativo a colori- Il difetto, per piccole case editrici di settore). Continua nelle sue esibizioni pubbliche anche con letture poetiche e performance collettive di teatro-poesia. Arrivano altri premi e riconoscimenti in ambito letterario e compare in antologie di settore al fianco di prestigiosi nomi della cultura italiana.  Seguono poi altre pubblicazioni con case editrici più conosciute: “Delirium Tremens” e Fabian (Giulio Perrone), “L’Alibi Perfetto” e “Concerto per carta e inchiostro” (Bel-Ami edizioni), “La famiglia dello scalzo” e “Anche le scimmie odiano Tarzan” (Pellicano edizioni). Ha tenuto i seguenti laboratori di scrittura poetica per scuole e istituti privati Funzione terapeutica della parola scritta-Introduzione alla pratica poetica e Il sentimento artistico di una riconciliazione -Metrica e istinto:corpo e anima. È stato ospitato in fiere e festival letterari (Torino, Milano, Modena, Pisa, Napoli, Bari,) e in rassegne culturali dove ha messo in atto prestazioni di scrittura poetica dal vivo. Ha tenuto incontri con scuole medie e superiori, volti a educare gli alunni alla stimolazione sensoriale nel processo della scrittura. Le ultime presenze ufficiali sono state: “Sirmio International Poetry”, tenutosi a Sirmione, “Mantova Poesia”, in piazza Mantegna e Rieti “Liberi sulla carta”, Bajocco festival di strada Albano. Ha ideato e messo in scena “Beethoven in versi” scrittura in presa diretta su base musicale classica.  Ha collaborato anche con mostre di pittura, componendo versi in diretta stimolato dalle tele esposte.