Home Attualità A Nettuno la giunta dedica un’area verde ai Martiri delle foibe

A Nettuno la giunta dedica un’area verde ai Martiri delle foibe

Con una delibera della Giunta comunale di Nettuno, approvata all’unanimità il 17 settembre 2020, è stata accolta la proposta di Pietro Cappellari,

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Con una delibera della Giunta comunale di Nettuno, approvata all’unanimità il 17 settembre 2020, è stata accolta la proposta di Pietro Cappellari, fiduciario locale del Comitato “10 Febbraio”, di intitolare i giardini compresi tra Via XXIV Maggio, Via Santa Maria e Via IV Novembre alla memoria dei Martiri delle foibe e dell’esodo istriano-fiumano-dalmata.
I giardini prenderanno ufficialmente il nome di “Parco della Rimembranza e dei Martiri delle foibe”.
“È con grande felicità – dichiara Piero Cappellari in una nota stampa – che mi giunge la notizia dell’importante passo compiuto dall’Amministrazione comunale di Nettuno, che premia un impegno in difesa della memoria dei Martiri delle foibe iniziato nel lontano 1995. Venticinque anni di battaglie per difendere un ricordo cancellato. Con questo atto, non solo Nettuno dispone finalmente di un luogo ove commemorare degnamente i nostri fratelli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia assassinati dai partigiani comunisti, ma abbiamo recuperato anche un toponimo storico della nostra città cancellato nel secondo dopoguerra. Infatti, su questa aerea, negli anni ’20, venne istituito il Parco della Rimembranza, un ‘sacro recinto’ dedicato ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, luogo di culto agli eroi che generosamente avevano offerto le loro vite alla Patria. Poi, nel 1946, l’oblio, lo smantellamento, la profanazione e l’abbandono.
Oggi, dopo 74 anni, ritorna il Parco della Rimembranza e lo si collega appositamente al ricordo dei Martiri delle foibe. Furono infatti i soldati della Grande Guerra che, col loro sangue, fissarono il sacro confine italiano al Monte Nevoso e ricongiunsero alla Madre Patria la città dalmata di Zara. Nel loro nome fu rivendicata Fiume italiana. In questa Italia di ‘dolore ostello’, dove le vie vengono cancellate e le statue abbattute, la nobile città di Nettuno indica chiaramente la strada da seguire: erigere e non abbattere, ricordare e non dimenticare. In questi anni tante sono le persone che si sono battute per questa memoria negata. Il nostro pensiero va a Roberto Gigli, Andrea Bottone, Bruno Sacchi, Ermanno Stampeggioni, Rodolfo Turano, Alberto Sulpizi e Daniele Combi. Con l’occasione ringraziamo il Consigliere Comunale Genesio D’Angeli e l’Assessore Claudio Dell’Uomo per il loro coraggioso impegno in favore di questa iniziativa di cui si parlava da più di 10 anni, ma che mai si era concretizzata. Non siamo ad un punto di arrivo, ma ad uno di partenza – conclude Cappellari – appronteremo una serie di progetti per coinvolgere le scuole nella conoscenza della storia d’Italia e siamo certi che anche il vicino Comune di Anzio non rimarrà insensibile al nostro appello”.