Home Cronaca Corruzione anche per realizzare il molo in cemento ad Anzio, 9 gli...

Corruzione anche per realizzare il molo in cemento ad Anzio, 9 gli indagati

1751
Il molo in cemento della Icem

Un’inchiesta nata nel 2014 che vedeva indagate 40 persone nel giugno 2020 si è conclusa con l’avviso di fine d’indagine con soli 9 personaggi coinvolti. I fatti riguardano l’autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e le indagini hanno spaziato da Civitavecchia a Formia passando per Anzio e per la realizzazione della barriera di protezione dl porto antico, ancora incompiuta. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Roma e hanno interessato la Capitale, il litorale romano e il sud pontino. Contestati dalla Pm di Roma Luigia Spinelli episodi di mazzette e appalti. Agli indagati è pervenuto l’avviso di conclusione dell’inchiesta, preludio al possibile rinvio a giudizio. I lavori hanno rigurdato applati realizzati a Formia, Anzio e Minturno da ditte degli stessi comuni. Sono nove le persone iscritte nel registro degli indagati: Giuseppe “Pino” Simeone, 63enne consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione Sanità della Pisana, Carlo Amato (imprenditore 60enne), Pasqualino Monti (46enne oggi presidente dell’autorità portuale di Palermo), Dante Novello (67 anni) e Raffaella Pepe (59 anni) dirigenti della Regione Lazio, Marco Acciari (56 anni) funzionario regionale, Marilena Terreri (67enne ex dirigente del Comune di Formia), Ferruccio Bonaccioli (71enne ex capo ufficio gare dell’autorità portuale), Luciano D’Orazio (68anni).
Al centro dell’indagine proprio l’imprenditore Carlo Amato la cui società Icem srl con sede a Minturno fu oggetto di un’interdittiva antimafia emessa il 21 novembre 2013 dalla Prefettura di Latina, su richiesta della Prefettura di Crotone. Alla ditta era stato affidato l’appalto per la realizzazione del molo in cemento sui ruderi del porto neroniano. Secondo le accuse la dirigente Regionale Pepe avrebbe accettato  denaro ed altre utilità per consentire alla Icem di eseguire una variante durante i lavori del molo. Il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone è intervenuto rispetto all’inchiesta della Procura di Roma si è dichiarato estraneo ai fatti.