Home Politica Mancini e Sanetti: “Bilancio in ritardo e litigi”. Poi l’attacco alla stampa

Mancini e Sanetti: “Bilancio in ritardo e litigi”. Poi l’attacco alla stampa

Il Comune di Nettuno
“La Prefettura di Roma diffida l’amministrazione Coppola ad adempiere ai propri doveri in merito all’approvazione del Bilancio 2019. Dal  24 giugno, data del primo sollecito, ad oggi questa amministrazione  non è stata in grado di comunicare una data certa alla Prefettura, poiché chiaramente impegnata, sin dal suo insediamento,  solo a tentare di trovare utopici equilibri nella continua lotta interna di poteri ed interessi personali senza alcun riguardo al bene comune e all’interesse generale della città.
La cosa ancora più incredibile è che dopo il nostro video informativo di ieri, apprendiamo da un articolo de “Il Clandestino”, che vista la comunicazione ormai riveste il ruolo di organo di stampa ufficiale della maggioranza, che probabilmente il consiglio si terrà l’11 agosto (ben oltre i 20 giorni). Come membri del consiglio comunale non ne sapevamo nulla, questo è il modus operandi dell’amministrazione e il rispetto  nei confronti di chi rappresenta i cittadini e i cittadini stessi.
Ritardi negli adempimenti, interventi spot, procedure anomale e incomplete, mancanza assoluta di libera e leale concorrenza negli appalti pubblici, selfie propagandiscistici, assessori senza delega che percepiscono stipendi e continuano a gestire gli uffici, probabili indagati in giunta per reati contro l’amministrazione, mancanza di senso legalità e trasparenza, ma ora siamo alla resa dei “conti” e i “conti” non tornano sotto ogni aspetto. Nonostante tutto, per quello che abbiamo visto anche e soprattutto negli ultimi mesi, siamo giunti ad una conclusione: questa amministrazione litigiosa e poco operosa avrà vita lunga nel silenzio delle bocche piene, Coppola non può permettersi altre vie.
È ora di tirare qualche somma e le cifre da pagare sono alte”.
Così in una nota stampa i consiglieri di Nettuno Progetto Comune Simona Sanetti e Daniele Mancini. 
Nota di Redazione
Il consigliere comunale di opposizione Daniele Mancini per l’ennesima volta, coglie l’occasione di un attacco politico all’attuale maggioranza per attaccare anche la stampa e in particolare il nostro giornale. A più riprese Mancini, che evidentemente non si sente sufficientemente apprezzato e seguito dalla nostra testata, ha parlato di stampa ‘prezzolata’ di ‘organo di stampa ufficiale’ del centrodestra facendo riferimento alla nostra Redazione. Affermazioni per cui sarà chiamato a rispondere.
Una campagna di attacchi e basse insinuazioni, quella del consigliere Mancini, avviata contro il nostro giornale con cui invece, per un lungo periodo, ha condiviso la stessa ‘visione’.
Mancini si è sentito vicino al Clandestino giornale quando si è rotto il suo idillio con l’ex Sindaco Casto, ha cercato visibilità sul Clandestino quando la giunta di cui faceva parte è stata ‘dimissionata’, ha scelto il nostro giornale per la sua campagna elettorale. Poi qualcosa si è rotto.
Il consigliere Mancini (che a questo giornale e al personale che ci lavora ha fatto anche proposte di collaborazione e di lavoro in caso di vittoria alle elezioni) ha scelto la via dell’opposizione dura durante l’emergenza coronavirus e si è sentito criticato per le sue scelte. Critica che confermiamo. Quindi la scelta di ‘demonizzare’ chi non la pensa come lui. Non è il primo politico e non sarà purtroppo l’ultimo a valer tirare la stampa per la giacchetta e a giudicare a seconda di quella che si ritiene una ‘vicinanza’ o ‘lontananza’ politica. Ricordiamo al consigliere Mancini che i giornali oltre al diritto dovere di cronaca hanno anche il diritto di criticare. Se invece siamo ‘organo di stampa’ perché prima di lui abbiamo saputo che la possibile data del consiglio comunale è il prossimo 11 agosto alziamo le mani. Ben poco c’è da replicare. Come sempre abbiamo fatto daremo voce alle comunicazioni di chi è stato eletto dai cittadini, e come sempre ci riserviamo il diritto di dire la nostra e di criticare quello che non ci sembra giusto, che sia opera della maggioranza o dell’opposizione.
La Redazione