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Immondizia, rom, spaccio e prostituzione, il grido di allarme a Sandalo

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“Caro Sindaco, conosce molto bene la situazione che attanaglia la zona di Sandalo di Ponente, tuttavia provo a fare un quadro dettagliato della disperazione che ci accompagna ogni giorno. Siamo prigionieri in un campo rom, viviamo in una discarica a cielo aperto, non abbiamo né illuminazione né fognature idonee, non possiamo uscire di casa in quanto minacciati e/o aggrediti da queste bestie travestite da esseri umani, furti, spaccio di droga, prostituzione, risse e  furti di auto sono all’ordine del giorno, ma nessuno e sottolineo nessuno può aiutarci.
Ci chiediamo quale sia la nostra colpa da espiare per meritare tutto questo senza nessun supporto, senza aiuto da parte delle autorità competenti, nessuno può farsi carico di questo.
Perché non provare a riqualificare la zona, perché non aiutare gli onesti cittadini che hanno acquistato con sacrificio case che oggi non valgono più nulla, perché continuare ad abbellire le zone di pubblico interesse dimenticando le zone secondarie, forse non appartengono al suo comune.
Proprio lei, caro Sindaco, ha dato la sua parola, ha promesso, ci ha messo la faccia, ma purtroppo soltanto tante parole per farci tacere, lei, la giunta comunale, gli assessori, le autorità, nessuno è in  grado di fare qualcosa. Per quanto sopra descritto, che è una minima parte di ciò che viviamo quotidianamente, ho scritto queste poche righe per dire a gran voce; grazie di cuore caro Sindaco”.

Questa la lettera di un “cittadino disperato” di Sandalo di Ponente.