Home Cronaca Bocciata l’ordinanza anti-buche di Anzio: decide la Città metropolitana

Bocciata l’ordinanza anti-buche di Anzio: decide la Città metropolitana

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Tra Enti si parla e non si ordina. Appare questo il principio in base al quale il Tar del Lazio ha annullato l’ordinanza anti-buche di Anzio. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, la ex Provincia, e bocciato l’obbligo imposto dal sindaco di Anzio Candido De Angelis di eseguire nel giro di una settimana “tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sui tratti viari di proprietà e competenza”, al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza. La Città Metropolitana, impugnando quell’atto, ha precisato di avere competenza su 21 chilometri di strade nel Comune di Anzio, di aver apposto segnaletica con limiti di velocità o avvertenza di pericolo nei tratti ammalorati e di avere effettuato cinque interventi straordinari nel novembre scorso. L’Ente retto dalla sindaca di Roma Virginia Raggi ha inoltre sottolineato di dover gestire un totale di 1.950 chilometri di strade, “in un contesto di restrizione delle risorse finanziarie a disposizione”, che l’ordinanza firmata da De Angelis “era generica, perché non erano specificati i tratti stradali critici per la sicurezza e che era in corso un rapporto istituzionale sul tema col Comune di Anzio, così come con gli altri Comuni, ai fini dell’assunzione di una serie coordinata e programmata di interventi di competenza della Città Metropolitana”. Spiegazioni che hanno convinto i giudici. Per il Tar gli interventi previsti dalla ex Provincia “non sembrano poter essere sganciati da una programmazione d’insieme, riservata alle valutazioni di merito” della stessa Città Metropolitana, “che tenga conto, ferma restando la limitata disponibilità delle risorse finanziarie, delle situazioni di maggiore urgenza, a fronte poi del ventaglio di misure assumibili, dall’apposizione della pertinente segnaletica, all’esecuzione di lavori di manutenzione, sulla base delle pronte, specifiche e circostanziate segnalazioni che proprio dai Comuni devono essere effettuate”. Il Tribunale amministrativo ha quindi annullato l’ordinanza e ha sottolineato che è necessario favorire “una visione il più possibile coordinata, se non concordata, delle misure da assumere”. Insomma De Angelis deve dialogare con la Raggi e non dettarle ordini. A quanto pare però il risultato è sempre lo stesso: gli interventi sulle strade provinciali vengono fatti col contagocce e i cittadini ma anche le Amministrazioni patiscono situazioni di pericolo e di vero disagio e continue proteste. Succede ad esempio in via della Campana al confine tra Anzio e Nettuno, chiusa da mesi alla circolazione da Area Metropolitana, che grazie alla chiusura è diventata meta di tossici, prostitute, e persone che scaricano rifiuti. La zona è un ricettacolo di malaffare e immondizia per la disperazione dei residenti che non hanno alcuna difesa rispetto alla situazione.