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Chiesetta del ‘600 a Nettuno, il Pd: “Chi ci mette le mani deve salvaguardarla”

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Il Cimitero di Nettuno

“L’assessore Claudio Dell’Uomo sentitosi chiamato in causa ha ben pensato di rispondere alle numerose richieste di chiarimento in merito ai lavori iniziati senza autorizzazione presso la chiesetta di Santa Maria del Quarto”. Lo scrivono in una nota stampa i delegati del Pd di Nettuno. 

“Lo ha fatto utilizzando Facebook, uno strumento a lui molto congeniale. Sulla sua pagina afferma una serie di falsità. Innanzitutto chiarisce di aver incaricato lui la ditta “Moresca” per la riverniciata della chiesetta, specificando che quello che si stava svolgendo era solo un sopralluogo e che per quel tipo lavori non fosse necessario l’intervento delle belle arti. Infine afferma che solo ora ci si è accorti della presenza di questa chiesetta. Ci sembra doveroso rispondere all’assessore ricordandogli innanzitutto che qualsiasi intervento edilizio di un bene storico e artistico è soggetto al rilascio di nulla osta da parte della Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio (articolo 21 comma 4 del D.Lgs. 42/2004) che dovrà preventivamente visionare ciò che è necessario e possibile fare. Relativamente al presunto sopralluogo ci piace riportare qui di seguito la definizione di sopralluogo: “Ispezione effettuata dall’autorità giudiziaria o da esperti per acquisire dati ed elementi di valutazione su un luogo, su un ambiente”. Peccato che dal filmato evidenziato dal consigliere Mancini si vede chiaramente che il trabattello era già montato, che gli operai erano attivi e intenti ad utilizzare tutti gli arnesi del mestiere. Inoltre, cosa ancor più grave, senza rispettare tutte le relative norme di sicurezza. Questo modo di operare mette in serio rischio i funzionari pubblici ignari di tutto. Sostanzialmente era stato dato il via ai lavori senza che il dirigente di area, il responsabile dei lavori pubblici e chi di dovere ne fosse stato informato. Per quanto concerne poi alla grave affermazione “che mai nessuno si è curato della chiesetta del ‘600” riportiamo qui di seguito una lettera dell’ex sindaco Carlo Conte che elenca in modo dettagliato quali e quante cose fossero state fatte per la Chiesetta. ‘Nel 2018 mi accorsi che ricoveravano i cassonetti dell’immondizia all’interno dell’antico manufatto che, pur essendo stato depredato negli anni conserva intatto un suo valore storico e artistico. Insieme ad alcuni amici organizzammo un flash mob (del quale conservo ancora documentazione) e successivamente a questa nostra azione ripresero i lavori di sistemazione della pavimentazione sfondata da una piena del fosso che passa sotto la chiesa. L’alluvione fece saltare antiche lastre tombali risalenti a quando ancora seppellivano i morti nelle chiese. Scoprendo le antiche sepolture avemmo il merito di far riprendere i lavori che salvaguardarono quelle lapidi (tra le quali quelle delle famiglie Segneri e Sacchi, che forse andrebbero custodite in miglior modo). Chi ci sta mettendo le mani ora su questo bene dovrebbe conoscere il valore della Chiesa e farsi guidare dalla Sovraintendenza’. Suggeriamo inoltre di ascoltare l’esimio storico nettunese Professor Baiocco che ha scritto diversi testi sulle antiche chiese di Nettuno. Appurato ciò, ci risulta comunque che è stata convocata la Commissione trasparenza in merito alla vicenda. Quindi attendiamo che sia ristabilito l’obbligo di trasparenza pubblica degli atti relativi alla vicenda”.