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Dragaggio, il Tar si schiera con la Regione: la Capo d’Anzio deve pagare

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Il porto di Anzio

Nessuno stop al recupero delle somme da parte della Regione Lazio in danno della Capo d’Anzio spa. Il Tar del Lazio ha negato la sospensione del provvedimento con cui l’ente a dicembre ha proceduto a recuperare il denaro speso per l’esecuzione dei lavori necessari a rimuovere la barriera di sabbia formatasi nel porto neroniano. Tecnicamente dei “lavori di somma urgenza a tutela della salvaguardia della pubblica e privata incolumità”, relativi alla movimentazione all’interno dell’ambito portuale, “con modalità acqua-acqua, dei sedimenti del canale relativo alla rotta passante vicino al molo di sopraflutto per il rimodellamento dei fondali al fine di garantire il ripristino della navigabilità del porto di Anzio”. Interventi eseguiti in danno alla società concessionaria Capo d’Anzio spa, che con un ricorso ha chiesto al Tribunale amministrativo del Lazio di bloccare subito quell’atto per poi, una volta esaminata la vicenda nel merito, annullarlo. Con decreto, il giudice Ines Simona Immacolata Pisano ha invece respinto la richiesta, non essendo convinta delle tesi della società e ritenendo comunque che non vi fossero i presupposti dell’estrema gravità e urgenza. Se ne discuterà nell’udienza fissata per il 16 aprile.