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Chiusura reparti ad Anzio e Velletri, i Sindacati scrivono ad Asl e Regione

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La Cgil, Cisl, Cil e Rsu hanno scritto al direttore Generale ASL RM 6 Narciso Mostarda, al Direttore Amministrativo ASL RM6 Tommaso Antonucci, al Direttore Sanitario ASL RM6 Mario Ronchetti e per conoscenza all’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato in merito a quelle che dovrebbero essere delle “Corrette relazioni sindacali”.

“Egregi signori, stiamo rilevando da una settimana a questa parte una scomparsa del rispetto delle relazioni sindacali o, in qualche caso, ad una sua parzializzazione, che abbiamo tollerato a fatica, nello spirito di favorire un lavoro organizzativo indispensabile a fronteggiare le difficoltà generate dalla epidemia.

Non abbiamo intenzione di sostituirci alla politica sulle motivazioni di merito che stanno portando alla chiusura dei punti nascita di Anzio e Velletri (operazione sulla quale nutriamo diversi dubbi), ma che questo avvenga e con essa si proceda anche alla riorganizzazione dei servizi, mettendo mano anche a parti dell’atto aziendale, senza che vi sia nessuna comunicazione, ne formale ne informale alle organizzazioni sindacali, non è accettabile.

Nessun decreto legge ha cancellato i diritti contrattuali, sebbene abbia generato qualche semplificazione amministrativa, ne gli sarebbe consentito. Quindi non è comprensibile come questa Direzione Aziendale pensi di gestire i propri doveri in tal senso. Comincia purtroppo ad essere evidente come per questa direzione la presenza delle organizzazioni sindacali in questo frangente, sia diventata superflua ed il comportamento in violazione delle regole sindacali, una prassi.

Ricordiamo che il CCNL è ancora vigente, come il D.Lgs 165/2001 e che la violazione delle norme su confronto e informazione costituisce comportamento antisindacale e questo indipendentemente dal peso delle organizzazioni sindacali. Se questa modalità un po’ troppo “semplificata” di relazioni sindacali dovesse essere perpetrata ulteriormente, prenderemo atto del fatto che non potrà più intendersi come affanno o svista, ma come metodo, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire. In attesa di pronto riscontro, si porgono distinti saluti”. La nota è a firma di Fabrizio Samorè, Sandro De Paolis, Enzo Pucci e Remo Polverini.