Home Politica Nettuno – Eufemi: “Chiavetta è pericoloso per la città”

Nettuno – Eufemi: “Chiavetta è pericoloso per la città”

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In una conferenza stampa organizzata alle Sirene l’opposizione di centrodestra in consiglio comunale a Nettuno ha detto la sua sulla protesta che ha portato all’occupazione della sala consiliare e sulla situazione della politica nettunese. Seduti alla lunga tavolata i consiglieri Claudio Dell’Uomo, Ilaria De Santis, Maria Antonietta Caponi, Carlo Eufemi, Enrica vaccari, Vittorio Marzoli, Alessandro Cesarini e Rodolfo Turano. Il primo a prendere la parola è stato Carlo Eufemi. “Ringrazio le forze dell’ordine per il servizio di controllo e assistenza – spiega – che non era neanche necessario poiché era una manifestazione pacifica, e i cittadini che ci hanno sostenuto. Era impossibile negare il dibattito sulle dimissioni di un Sindaco ma anche questo è successo. Un sindaco che ha sempre negato il confronto anche in consiglio comunale, organo escluso dal processo decisionale, e che non ha potuto neanche evitare gli errori grossolani che tutti conoscono. Lunedì al Prefetto andremo a rappresentare le nostre ragioni, non solo quelle dell’occupazione ma delle violazioni sistematiche delle procedure amministrative sulla pelle della città a partire dai lavori del parcheggio che rischiamo di pagare per vent’anni. Il resto è sotto gli occhi di tutti: degrado del territorio, soldi persi per il teatro, situazione finanziarie critiche e si ipotizzano spese su entrate fantasma. Chiavetta è un sindaco che non è in grado più di dare prebende tali da unire la sua maggioranza non ci sono le condizioni per andare avanti. Che restino in carica è un pericolo per la città, questo vogliamo dire al Prefetto. L’unica scelta positiva che può fare Chiavetta è quella di andarsene”. Eufemi, infine, ha voluto ringraziare i ragazzi di Casapound, “per il sostegno e la presenza costante che ci ha dato in questo presidio”. Infine Eufemi, che punta all’arrivo del commissario dice: “Questo anno di commissariamento è necessario per tornare ad una libera dialettica politica”.