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Nettuno – Alicandri contro Sel: “C’è una sinistra che parla e una che amministra”

E’ il consigliere comunale di maggioranza in consiglio comunale a Nettuno Roberto Alicandri a prendere la parola dopo la notizia dell’archiviazione del procedimento penale per abuso d’ufficio che aveva visto coinvolto il sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta, il Dirigente Gianluca Faraone e tre revisori dei conti del Comune. Alicandri coglie l’occasione per sottolineare i motivi della diatriba aperta all’interno del centrosinistra, in particolare con il gruppo di Sinistra ecologia e Libertà, che nei mesi scorsi inviò alla stampa un comunicato in cui dava per certo il rinvio a giudizio della giunta Chiavetta e annunciava per giugno l’inizio del processo. “Quello che vorrei sapere – dice Alicandri – è che il gruppo Sel di Nettuno chiarisse come era venuto in possesso delle informazioni sul rinvio  giudizio che non c’è stato e quale veggente aveva comunicato loro la data di inizio del processo. Questa storia – aggiunge – mi ricorda tanto la favola di Esopo sulla Volpe e l’uva . Il segretario di Nettuno di Sel, probabilmente, è rimasto male per non aver ottenuto l’incarico di vicesindaco, chiesto a gran voce subito dopo le elezioni che hanno riconfermato Chiavetta. A Nettuno, evidentemente c’è una sinistra che parla e una che amministra in assoluta trasparenza, così come certificato proprio dal Tribunale che ha posto fine a questa vicenda. Vorrei aggiungere – conclude Alicandri – che trovo assordante proprio da parte della sinistra di Sel, il silenzio su una proposta come quella delle Unioni civili, che intendo presentare al prossimo consiglio comunale. Un tema delicato sul quale mi aspettavo delle reazioni ma a quanto pare, su questi temi, non c’è quella particolare attenzione riservata invece ad altre situazioni”. E la presa di posizione di Sel sulla richiesta di rinvio a giudizio per l’accusa di falso in bilancio, non era passata inosservata neanche al primo cittadino Alessio Chiavetta che proprio, ieri, nell’immediatezza dell’archiviazione del procedimento, aveva sottolineato il fatto. “Alla luce dell’archiviazione – ha scritto Chiavetta nel comunicato in cui annunciava la fine dell’odissea giudiziaria – ciò che appare singolare è il comunicato di Sel uscito nel dicembre scorso, in cui due coordinatori del predetto partito affermavano non solo che ci sarebbe stato il rinvio a giudizio, nella realtà mai avvenuto, ma addirittura indicavano il mese di giugno 2015 come data di inizio del processo. Oggi auspico che gli autori di quel comunicato, connotato quantomeno da superficialità nell’accertamento delle informazioni – e per il quale all’epoca volli soprassedere – possano ritenersi soddisfatti della fiducia che dichiararono riporre nella magistratura”.