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Anzio, la Commissione d’accesso annunciata dalla Angeli non è arrivata

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Il Comune di Anzio

Era stata annunciata in arrivo, per la settimana appena passata, la Commissione d’accesso della Prefettura nel Comune di Anzio. Una notizia bomba, che la giornalista di Repubblica Federica Angeli aveva lanciato durante un convegno organizzato da Liberi e Uguali proprio nel Comune di Anzio a cui era presente anche il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini. La Angeli aveva lasciato tutti a bocca aperta, stampa locale compresa, dando per certo l’imminente arrivo della Commissione e chiarendo proprio con il Sindaco, che aveva definito una fake news la notizia di un vertice in Prefettura sul caso Anzio ad inizio gennaio, che “lei parla direttamente con le fonti”, lasciando intendere che la notizia fosse arrivata dal Prefetto stesso. Quindi la giornalista è entrata nel dettaglio, senza titubanze. “Arriverà la prossima settimana – ha detto la Angeli (quella appena trascorsa ndr) – si fermerà due mesi e si farà in tempo per il voto. Prima non c’erano i motivi oggettivi per poterla inviare, alla luce delle nuove indagini e dei noti arresti queste condizioni oggi ci sono”.

Inevitabile la reazione del Sindaco Bruschini che ha sottolineato in maniera decisa il fatto che questo genere di notizie non possono essere note alla stampa prima che alle Istituzioni. Il lunedì seguente al convegno (il 15 gennaio ndr) il Sindaco ha parlato al telefono con la Prefettura e chiesto un incontro formale al Prefetto per chiarire questo episodio. A quanto pare la Prefettura ha negato che ci fossero decisioni già prese su Anzio. Fonti della Prefettura parlano di pressioni politiche in questa direzione ma anche di malumori da parte del Prefetto che si sente tirato per la giacchetta. Al voto per il rinnovo delle cariche ad Anzio mancano pochi mesi, ora non resta che attendere per capire se la Commissione arriverà davvero per accertare presunte infiltrazioni, oppure se, nonostante le indagini in corso e le contestazioni delle opposizioni, nonostante la difficile situazione riconosciuta anche in precedenti documenti di Ministro e Prefetto, relative alla presenza sul territorio di famiglie note, non ci siano i presupposti per questo atto.