Home Politica L’Associazione Fare verde dice No alla Biogas: è impattante

L’Associazione Fare verde dice No alla Biogas: è impattante

"Oggi si è tenuta l’ultima conferenza istruttoria per il rilascio della VIA circa l’impianto di trattamento rifiuti da cui trarne

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“Oggi si è tenuta l’ultima conferenza istruttoria per il rilascio della VIA circa l’impianto di trattamento rifiuti da cui trarne biometano, della Green Future 2015 Srl, in località Padiglione”. Lo scrivono in una nota stampa dall’Associazione ambientalista Fare Verde.

“Conosciamo benissimo la realtà della porzione di territorio prescelta – aggiungono – e siamo coscienti dell’avvio dei lavori per la realizzazione di un altro impianto di trattamento dei rifiuti della AnzioBiowaste, sempre a Padiglione, ma ugualmente abbiamo deciso di prendere le distanze da ogni movimento di contrasto perché volutamente non prendiamo parte a comitati di stampo politico, da sempre preferendo attenerci alla nostra linea volta a trovare il giusto bilanciamento fra uomo e natura in un contesto storico-sociale non sempre agevole. Ed è per lo stesso motivo che rimaniamo fermi sulle nostre idee nonostante difendiamo una posizione in chiara antitesi. Il nostro nucleo, infatti, si è sempre detto non contrario alla realizzazione di questi impianti perché, se ben pensati, possono aiutare i comuni e la Regione a risolvere il principale problema della gestione della forsu in un’ottica di sviluppo sostenibile e ad evitare inutili altissimi costi per trasportare i rifiuti da trattare altrove. Tuttavia, sempre abbiamo anche sostenuto che la normativa di questi impianti, che godono delle agevolazioni e degli incentivi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili trattando, di fatto, rifiuti, ha bisogno di una puntuale regolamentazione regionale e, ove manchi, del buon senso delle amministrazioni locali nell’inserirli in contesti territoriali confinati e, soprattutto, di avviarne la realizzazione solo se effettivamente necessari. In questa ottica, sin dall’anno scorso, abbiamo studiato la documentazione relativa al progetto e presentato osservazioni nella precedente CdS oggi riprese ed ampliate. Nel caso di specie, riteniamo che l’impianto risulti sovradimensionato rispetto al fabbisogno locale, prospettandoci il pericolo che i rifiuti vengano da molto lontano violando il principio della filiera corta della provenienza dei rifiuti e, inoltre, va a collocarsi in un contesto insediativo altamente antropizzato viste le numerose attività commerciali presenti e, soprattutto, i nuclei abitati e la scuola di Spalviera “Angelita di Anzio”. In ogni caso, lo Studio di Impatto Ambientale presenta delle doglianze su cui non si può chiudere un occhio: risulta molto approssimativo lo studio di impatto acustico, limitativo quello sull’aria confinato a mere frasi di stile; nullo lo studio dell’impatto elettromagnetico e non viene accuratamente trattata la possibile alimentazione di insetti molesti che invece dovrebbe preoccupare sensibilmente visti i recenti casi di chikungunya. Non abbiamo certezze sul trattamento successivo del digestato, perché possa correttamente esser impiegato quale fertilizzante. Questi sono alcuni dei motivi per cui abbiamo preso oggi parte alla Conferenza di Servizi per chiedere il diniego al rilascio della Via depositando un documento che consta di 20 sintetiche, ma analitiche, pagine volte ad insinuare il dubbio alla commissione circa l’adeguatezza di un impianto di simile dimensione… noi, d’altronde, abbiamo preferito in questo tempo studiare per FARE E DARE un contributo causale alla situazione, senza perdere tempo, a differenza di altri comitati solo intenti a scrivere suon di comunicati stampa privi di qualsivoglia riferimento ambientale. Le nostre osservazioni sono state ben accolte e lo stesso proponente ha trovato interessante e meritevole di attenzione il lavoro meticolosamente svolto dal nostro nucleo, complimentandosi per non esserci limitati a mere rilevazioni tecniche o prive di fondamento. Sostanzialmente, usciamo da questo incontro più che soddisfatti, avendo l’ufficio VIA recepito tutte le richieste oggi esposte, specie a livello sanitario e di valutazione di incidenza relativamente al sito di interesse comunitario di Tor caldara che mostrano non poche lacune. Abbiamo eccepito e messo a verbale tre punti di grande rilievo: l’impianto viola il principio di non concomitanza che deve essere rispettato per la realizzazione di questi insediamenti, specie se ne insistono di altri precedentemente realizzati o in via di realizzazione; abbiamo prodotto la documentazione afferente alle certificazioni di pregio per le colture esistenti sul territorio e, non da ultimo, l’alto tasso di attività urbana esistente. Lo stesso Sindaco di Anzio Bruschini, che ha dato parere negativo, come per la Ecotransport, alla realizzazione dell’impianto, ed il Consigliere regionale Righini, unico rappresentante della Regione Lazio da sempre sensibile al tema, si sono congratulati pubblicamente con noi per le osservazioni ed il lavoro svolto.

Questo a riprova che il nostro lavoro per FARE dello sviluppo sostenibile una realtà sempre più concreta è sulla buona strada.