Politica

Emergenza rifiuti senza fine ad Anzio, la Tekneko tra le soluzioni possibili

Non sembra essere vicina ad una soluzione la situazione di emergenza rifiuti ad Anzio. Nonostante si sia arrivati a fine estate e, dopo una lunga diatriba e un vertice in Comune, si sia deciso per un doppio giro di raccolta dopo un Ferragosto nero, non accennano a diminuire le segnalazioni e le proteste dei residenti esasperati.

Quello che di fatto è accaduto, dopo la crisi di Ferragosto (in alcune zone, come Lavinio e Lido dei Pini, i rifiuti non sono stati raccolti per 8/12 giorni) è che sono seguite alcune bonifiche e poi si è tornati al solito giro che, come riconosce la Camassa stessa (attualmente in gestione commissariale) rispettando il capitolato non riesce a dare una risposta esauriente in termini di pulizia minima. Di fatto il giro di raccolta non è garantito e di chiunque siano le colpe per questa situazione incresciosa, sta di fatto che a pagare sono i cittadini. Si air termini di tariffe, carissime, che in termini di disservizi, costanti. L’Amministrazione ha annunciato che sta prendendo in considerazione la rescissione del contratto con la ditta. Da qui si aprono diverse strade. Una manifestazione di interesse per alcune precise ditte, come è accaduto Nettuno, oppure individuare la terza ditta in coda dopo Camassa e la Ecocar, entrambe commissariate per infiltrazioni mafiose. La terza ditta, andando a spulciare la gara è la Tekneko, arrivata a sorpresa a Nettuno il mese scorso alla fine del periodo di gestione commissariale. Una terza via sarebbe quella di procedere ad un nuovo bando (viste le pecche di quello attuale, che secondo la gestione commissariale Camassa non è tarato sulle reali esigenze del territorio comunale). Il bando del Comune di Nettuno è già stato pubblicato e, in termini teorici, è possibile che il prossimo anno i due comuni abbiano lo stesso gestore del servizio. Probabilmente in un ottica neanche troppo futuristica, su un problema grande e serio come quello dei rifiuti, i Comuni di Anzio e Nettuno potrebbero avviare un ragionamento comune su centri di stoccaggio, impianti, raccolta, smaltimento. Chissà che su un bacino più grande non si riesca davvero a fare impresa sui rifiuti, riuscendo a regalare alle due città un decoro che oggi manca a costi sostenibili per le famiglie.