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Festa di Liberazione, Si e Rifondazione Comunista contro privatizzazioni e cementificazione

No alla privatizzazione del Porto di Anzio e alla gestione privata del servizio idrico. Forte opposizione anche alla cementificazione della Vignarola

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Grande partecipazione all’ultima festa di liberazione tenutasi ad Anzio Colonia. Un’occasione di dibattito e di confronto sui temi della politica locale soprattutto il 2 agosto con il confronto “Liberiamo Anzio” dove Sinistra Italiana e del partito della Rifondazione Comunista hanno ribadito con forza il loro impegno a mettere la parola fine alla cementificazione di importanti aree verdi come quelle della “Vignarola” , e di un Centro Storico che di tutto ha bisogno tranne che di essere soffocato e imbruttito da nuove abitazioni per un mercato edilizio già saturo.

Altro punto cardine dell’incontro il “No” alla Privatizzazione dello storico “Porto della Città”, con l’intendimento di “dare battaglia affinché vengano ritirate le concessioni alla inadempiente Capo d’Anzio ponendo fine alle devastanti quanto inefficaci logiche “privatistiche” con cui la stessa è stata sinora gestita , e si torni ad una gestione pubblica concertata fra la Regione Lazio e l’intera la città di Anzio, con l’attività partecipazione delle categorie interessate e della cittadinanza tutta, tornando così a valorizzarne la storia importanza economica”.

No anche alla privatizzazione dell’acqua “AcquaLatina – spiegano – è intenta solo a imporre tariffe vessatorie ai cittadini, senza investire sulla necessità di rimodernare una rete idrica colabrodo per evitare gli sperperi di un bene comune e prezioso come l’acqua. No alla concentrazione di abnormi centri di stoccaggio rifiuti per la produzione di biogas quali sono quelli in via di realizzazione nei quartieri della Sacida e della Spadellata., ultimo regalo dei nostri governanti che incuranti della salute dei cittadini ne stanno consentendo e forse favorendo l’insediamento. E’ su questi ed altri temi – concludono – come quello per una raccolta dei rifiuti gestita in modo trasparente, e come quello del caporalato sempre più praticato da finte cooperative vicine alla politica su cui già più volte si è mossa la magistratura- che intendiamo continuare a muoverci insieme a tutti quei movimenti e quei comitati concretamente motivati come noi, a produrre quel cambiamento oramai divenuto indispensabile agli occhi di tutti”.