Politica

Nettuno, la segreteria del Pd all’attacco dei Cinque Stelle

La segreteria del Partito Democratico alza la voce e sferra dure critiche e duri attacchi all’Amministrazione comunale guidata dal Movimento 5 Stelle di Nettuno, attendendo che le stesse vengano mosse anche dal consigliere eletto Giacomo Menghini in consiglio comunale dove ultimamente non è stato molto presente.

“Chiusi nel bunker comunale – dicono dal Circolo Enrico Berlinguer – i 5 stelle nettunesi non sanno far altro che attribuire il loro immobilismo al disastro ereditato dalla vecchia amministrazione. Disastro che, per la verità, la Corte dei Conti dice di non aver rilevato, anzi”.

Dito puntato su sette punti su tutti che vengono criticati da democratici. La prima è la questione dell’incompatibilità del Sindaco Angelo Casto, la cui discussione è iniziata poche settimane fa al tribunale di Velletri che ora dovrà esprimersi in merito; l’altra riguarda gli incarichi alla Ipi e alla Poseidon, ma anche i licenziamenti delle operai delle pulizie nel palazzo comunale. L’attacco prosegue sulla chiusura dell’anagrafe di Tre Cancelli e su e quelle possibili dell’asilo di Santa Barbara e dell’Università Civica. Infine le tasse con la mancata riduzione delle aliquote e la mancata nuova gara per il servizio di raccolta rifiuti, e l’aumento delle tariffe dei parcheggi, ma anche della somma di 30mila versata alla Parkroi in occasione della riconsegna dell’area di piazzale Berlinguer.

“La giunta di centrosinistra – sottolineano dal Pd – aveva speso solo 200.000 euro per acquisire dal demanio, Piazza Berlinguer. Ora c’era uno scavo gratis per l’opera più importante della città: si possono realizzare 2 piani interrati di parcheggio e, sopra, per Nettuno, una enorme piazza senza auto. L’attuale giunta, non ci prova nemmeno a finire un’opera per cui potrebbero passare alla storia. Vi sfidiamo a trovare i finanziamenti per le grandi opere come questa, come dichiaravate di saper fare nel vostro programma elettorale. Cari amici grillini, amministrare è molto diverso che urlare: “Onestà!”. Una presa di posizione netta quindi, che fa ripartire il dibattito politico dopo le elezioni.