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Anzio – Comitato per la Vignarola, la battaglia è in corso

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Continua senza sosta la battaglia portata avanti dal comitato della Vignarola per la difesa dell’area nota anche con il nome di “Riserva Puccini“, che dopo un esposto alla Regione Lazio, ha aggiunto un piccolo tassello per fermare la speculazione edilizia.

La vicenda ha inizio lo scorso novembre con una delibera della sola giunta comunale di Anzio di un piano attuativo relativamente a tale area che decreta la possibilità di edificare strutture alberghiere per 20000 mq in una precisa area a forma triangolare, dell’estensione di circa 10 ettari, ben delineata all’interno della riserva e adiacente all’abitato di Lavinio Mare, confinante con la via Ardeatina, la struttura San Giuseppe e il resto della proprietà della società immobiliare Puccini.

La delibera della giunta comunale però accoglie il piano di iniziativa privata proposto dai proprietari senza che ci sia alcun dibattito all’interno del consiglio comunale: una cosa che, a detta del comitato, non sarebbe dovuta avvenire in quanto, la delineazione di quattro nuclei costruttivi autonomi all’interno dell’area triangolare di 70 ettari è una vera e propria variante al piano regolatore per la quale non basta l’iter accelerato applicato dal comune.

20161026_174117Per questo motivo nello scorso mese di maggio è stato presentato un esposto da parte del locale circolo di Legambiente, depositato alla Regione Lazio, nel quale “si ipotizzano presunte irregolarità relative ad un intervento edilizio approvato in località “Riserva Puccini”, luogo di rilevante contesto naturalistico e ambientale”, che al netto del suddetto triangolo, è destinata dal piano regolatore generale a verde pubblico.

A seguito di tale comunicazione, la Regione ha inoltrato circa tre settimane fa al comune di Anzio una nota in cui vengono evidenziate diverse incongruenze:

  • non era possibile varare il piano attuativo nelle modalità in cui è stato varato
  • mancato invio della documentazione completa alla Regione
  • contrasto tra il piano attuativo e il piano regolatore generale che prevede 20000 mq e non 60000 come scritto in ultima analisi

Alla luce di tutto questo la Regione ha quindi intimato il comune da accordare la benché minima autorizzazione a costruire all’interno dell’area fino a quando non sarà chiarita la situazione.

(di Daniele Mancin)