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Anzio – “Dimissioni irrevocabili”, dibattito in consiglio

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E’ iniziata, inevitabilmente, con la discussione sulle dimissioni irrevocabili, infine revocate, dei due assessori della giunta del comune di Anzio, guidata dal Sindaco Luciano Bruschini, Laura Nolfi e Roberta Cafà. Diversi i sottintesi dell’opposizione, che ha parlato di oscure trame, di appositi tagli in bilancio per penalizzare i due assessori, di “bullismo” e di altre ipotesi che, a vario titolo, potrebbero aver causato il malessere delle “quote rose” di giunta. Entrambe, ancora una volta senza riuscire a far capire cosa sia accaduto, hanno parlato di dissidi personali e atteggiamenti che non consentivano di svolgere con serenità il proprio mandato. Il Sindaco Bruschini, ancora una volta, ha difeso le due donne, si è assunto la colpa della rottura (i meriti della ricomposizione glieli hanno riconosciuti tutti gli altri) e ha guardato avanti. “E’ ovvio che non vi piace – ha detto rivolto alle opposizioni – ma noi siamo qui, uniti e con il mandato di governare questa città”. Con buona pace di chi chiedeva spiegazioni alla città, al consiglio, alla maggioranza. La Nolfi in particolare ha reagito con veemenza a chi parlava di dignità calpestata e decisioni e comportamenti “senza onore”, ma se è stata brava a far capire che ritiene di aver fatto la scelta giusta, insieme alla collega Cafà, molto meno è stata brava a far capire perché aveva deciso di presentare le dimissioni e per niente a spiegare cosa le abbia fatto cambiare idea. Cosa sia davvero cambiato per rendere possibile quella ripartenza di cui oggi si è discusso, insieme ai disagi causati dal servizio raccolta immondizia, al bando mensa che non si riuscirà a portare avanti per l’inizio del nuovo anno scolastico, alla stazione unica appaltante, che oggi non c’è, al programma per la stagione estiva, con un palco bellissimo montato da giugno (che costerà circa 130mila euro con tre diversi bandi di assegnazione per la platea, il palco e la zona di servizio), la cui programmazione inizierà tra qualche giorno ma che, non dimentichiamolo, ha consentito alle scuole di danza di presentare i saggi di fine anno a costo zero.