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Anzio – Rinforzi all’ospedale, CasaPound smonta il Presidio

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Il Presidio permanente installato davanti al pronto soccorso dell’ospedale “Riuniti” di Anzio e Nettuno è stato smontato nella giornata di ieri dopo l’ora di pranzo per il raggiungimento dell’obiettivo preventivamente fissato: l’incontro con la Dirigenza della ASL-RM6 per ottenere rassicurazioni sul ripristino dell’efficienza del nosocomio.

“Questa mattina – esordiscono i rappresentanti di CasaPound Italia – al terzo giorno di sit-in siamo stati ufficialmente ricevuti dal Direttore Sanitario della struttura, il dottor Michele Di Paolo. Questi ha risposto cordialmente ed in modo esauriente alle domande che gli abbiamo rivolto e ci ha assicurato che l’obiettivo dell’azienda è quello di potenziare il Riuniti, specialmente per quanto riguarda i reparti più sotto stress con il triplicarsi del bacino di utenza dovuto al maggior afflusso legato alla stagione estiva. Verranno difatti temporaneamente alleggeriti reparti ‘apparentemente’ secondari come il week surgery, permettendo di dirottare verso il pronto soccorso almeno 5 risorse sanitarie fino al 9 settembre. È inoltre in corso la procedura di assunzione di 16 infermieri a tempo indeterminato che integreranno la forza lavoro della ASL-RM6, almeno 4 di loro saranno destinati ad Anzio”.

“Nella mattinata di mercoledì prossimo una nostra delegazione sarà ricevuta ad Albano dal Direttore Generale della ASL-RM6, Fabrizio D’Alba, il quale, raggiunto telefonicamente nella tarda mattinata di oggi, ha confermato quanto annunciato dal Direttore Sanitario. Mercoledì verificheremo l’impegno circa le assunzioni in corso e avremo contezza dell’andamento della procedura e delle tempistiche previste, fattispecie dai dettagli poco chiari paradossalmente alla stessa dirigenza ASL. Chiederemo inoltre delucidazioni circa reparti in forte carenza di personale medico come Pediatria. Avendo raggiunto lo scopo desiderato, abbiamo deciso di smontare il Presidio con la promessa che qualora le aspettative dovessero essere disattese la nostra protesta sarà ancor più incisiva. Lo scorso anno – conclude la nota – abbiamo presidiato per 43 giorni promettendo il nostro ritorno in caso di necessità. Abbiamo mantenuto la promessa e, se dovesse servire, torneremo di nuovo”.