Home Politica Anzio – La parola al popolo di sinistra Fassina

Anzio – La parola al popolo di sinistra Fassina

421

C’era tanta gente alla presentazione del nuovo partito politico che nascerà dalla fuoriuscita dal Pd di Stefano Fassina, tanti che avevano voglia di dire la loro su quello che è oggi il Pd e quello che un partito di sinistra dovrebbe essere. Il Comitato Futuro a sinistra Anzio e Nettuno ha illustrato un suo documento per far capire che questa formazione deve “promuovere le classi svantaggiate e politiche locali che esercitino un influenza positiva sulla vita delle persone, contro le privatizzazioni dei servizi, contro l’assenza di cultura”. Un progetto ambizioso su cui lavorare fino all’autunno per costruire un percorso condiviso.

Il primo  prendere la parola per dire la sua è stato Adalberto Ferrante. “Il governo mette in campo ogni programma politico di centrodestra – ha detto – neanche a Berlusconi è riuscito così facile intervenire sui diritti acquisiti. Preoccupa l’attacco ai servizi sociali. Una situazione quella dell’attuale politica che disorienta, è un problema di democrazia bisogna dare risposta a chi ha votato Pd intentando tutt’altro”. Quindi è stata la volta di Valerio Bruni. “I voti persi dalla sinistra sono un problema – ha detto – il nostro compito è ridare fiducia al popolo della sinistra e dare vita a una nuova stagione di mobilitazione invito Fassino a stare con noi”. Quindi è stata la volta di un uomo residente ad Anzio. “Si fa politica per se stessi e per i conoscenti siamo in contatto con i Comuni di Anzio e Nettuno per via della Fonderia e via Cervicione dove ci sono perdite di acqua e disagi da trent’anni. Allagamenti sempre segnalati ma c’è il record dell’indifferenza della politica per la situazione delle mie zone che ha portato molti a non andare più a votare. Davanti casa dei consiglieri però i lavori si fanno”. Quindi a parlare è stata un’iscritta e militante del Pd. “Non mi sta bene nulla di cosa fa il governo Renzi. E allora perché ci sto? Me lo chiedo da più di un anno. Penso che il segretario passa e il partito resta nonostante si sta cercando di svuotarlo. Dentro questo partito ci abbiamo portato la storia della sinistra del nostro paese. E’ un momento brutto è una situazione che non vivo serenamente resisto ma con rabbia. Non so se ci vuole più coraggio a restare o a dividere. Facciamo la scelta giusta per non essere tutti sconfitti”. A prendere la parola è poi stato  un Dirigente della Cgil. “Vogliamo qualcuno con cui interloquire. Tante tessere e poche idee dice Renzi. Cominciamo a discutere. Serve intermediazione e dialogo qui c’è qualcuno che parla e gli altri che ascoltano c’è il fastidio al confronto anche con i dirigenti del partito, anche con la gente. La riforma del lavoro è una diminuzione dei diritti non certo il meglio che si poteva fare. Lo stesso per la scuola. Lo stesso vale per la pubblica amministrazione con i dirigenti al soldo della politica. O si dialoga oppure non si procede”. Poi è toccato a Claudio Pelagallo di Sel prendere la parola. “Queste settimane stiamo organizzando iniziative simili in tanti comuni a queste per dire no alle politiche neoliberiste del governo. Dobbiamo puntare ad unire chi dissente per sostenere i diritti dei lavoratori. Dobbiamo fare presto e restituire alla gente il sogno del cambiamento”. Quindi un cittadino di Anzio. “Mai avuta una tessera di partito – dice – oggi stiamo attraversando una crisi lunghissima sono qui oggi per salutare con piacere il fatto che nel Pd ci siano forze significative che escono per cercare di creare un nuovo progetto, perché quello che c’è ora non va”. Poi ha preso la parola una ventenne del Pd. “I giovani sono senza obiettivi comuni – ha detto – ho creduto nel Pd e poi visto gente votare riforme in cui non credeva. Credo che la politica debba essere un’altra cosa”. Infine a parlare è stato Enzo Toselli: “Dobbiamo ricostruire una solida casa della sinistra con molte finestre, una casa luminosa, grande e accogliente. Un progetto ambizioso che ci vuole tempo a realizzare perché l’obiettivo è grande e perché bisogna far maturare l’idea di un progetto forte e in grado di governare e riconquistare il ruolo smarrito della Sinistra. E proprio questo potrebbe essere il nome del partito, Sinistra, senza aggettivi”.