Anzio – Voti in consiglio, riparte il toto sindaco

Come ad ogni consiglio comunale che si rispetti, ad Anzio, dopo il voto in consiglio riparte il toto sindaci e il toto alleanze. Tante le voci che si rincorrono dopo l’astensione di Marco Del Villano (di recente tornato con Fratelli d’Italia) dal voto, dopo quello che è stato considerato un riavvicinamento da parte di Candido De Angelis ed Eugenio Ruggiero (sia tra loro che con la maggioranza di Bruschini) per il voto sul piano Triennale delle opere pubbliche, dopo che il consigliere grillino (sempre più lontano dai suoi rappresentanti locali e nazionali) Cristoforo Tontini ha lasciato l’aula. A quanto pare il centrodestra, pervaso da un nuovo sentimento unitario, starebbe già trattando la candidatura a sindaco e, al momento, sembrano davvero buone le quotazioni di Giorgio Zucchini. In discesa invece quelle dell’assessore all’Ambiente Patrizio Placidi, che sembra un po isolato dalla sua maggioranza ed è l’unico ad ammettere apertamente la volontà di candidarsi alla poltrona di Sindaco. Anche il nome di Del Villano è tra quelli “che vanno”. Resta da vedere se il quadro di eventuali accordi comprenda anche altri nomi. Pare invece tramontato l’asse tra Candido De Angelis e il Pd, sempre smentito dall’ex Senatore e che tuttavia sembrava cosa fatta. Ora il Pd, che torna a definirsi “unica opposizione in consiglio” pare viaggiare in piena autonomia, mentre c’è ancora chi sembra in cerca di una “posizione”. Resta a guardare, con le sue liste civiche e l’appoggio del social democratici, Idv e Centro democratico, Marco Maranesi, meno agguerrito che in passato durante l’ultima assise, in cui la maggioranza ha dato una pessima dimostrazione di se presentandosi in aula con dei documenti sbagliati, approvando piani finanziarie e dei lavori pubblici mai visionato dai consiglieri, che hanno avuto copie sbagliate e tagliando di malagrazia gli interventi di un’opposizione definita “noiosa e poco interessante” dal Presidente del consiglio Sergio Borrelli. Quello che sembra chiaro è che gli uffici non si sono dati pena per evitare alla maggioranza la pessima figura della documentazione errata, ma forse non era poi così importante, visto che i consiglieri di maggioranza, a fronte del problema, hanno pensato bene di votare tutto comunque “sulla fiducia” riposta in non si sa bene chi, certamente non in chi doveva presentare le carte. Comunque sulla carta Bruschini sarà in carica ancora per tre anni, e vai a sapere al prossimo consiglio se i nuovi equilibri resisteranno.