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Nettuno – Bilancio di previsione, manovra da 101 milioni

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E’ stato approvato dal commissario prefettizio Raffaela Moscarella il bilancio di previsione del 2015, il bilancio pluriennale del periodo 2015 – 2017, il bilancio di previsione finanziario 2015 – 2017 e la relazione previsionale programmatica dello stesso periodo del comune di Nettuno. Si tratta di un documento complesso, una manovra complessiva da 101 milioni di euro, in cui primo dato evidente è che le Entrate tributarie (pari a 34milioni 565mila euro) non sono sufficienti a coprire le spese correnti (che montano a 46milioni, 431mila euro). A mancare all’appello circa 12 milioni di euro, per la gran parte imputabili ad evasione ed elusione fiscale. In molti quelli che non pagano le imposte comunali, molti anche gli evasori totali, quelli per capirsi che non risultano negli elenchi dell’amministrazione. Far quadrare i conti, in questo 2015, con le nuove norme sul bilancio armonico e con la “pulizia” dei vecchi residui attivi e passivi, non è stato facile. L’amministrazione conta di incassare circa 25 milioni dai trasferimenti regionali, dagli oneri concessori e anche dall’alienazione del patrimonio immobiliare comunale. Si sta predisponendo il bando per la vendita delle case popolari del comune e si sta cercando di avviare una serie di comportamenti virtuosi per ridurre delle voci di spesa eccessive, come ad esempio le spese legali. Il Commissario ha già inciso proprio su queste ultime (lo scorso anno sono state più del triplo di quelle del comune di Anzio) studiando una convenzione con un ufficio legale. In sintesi si è cercato di ridurre i costi (tanti i debiti fuori bilancio – 708mila euro – soprattutto legati al settore Sport e Spettacolo, settore che ha subito ampi tagli) e si punta ad ottimizzare il patrimonio comunale (a breve si tornerà in possesso anche dell’edificio della Divina Provvidenza, che potrebbe essere messo in vendita), e mentre le imposte sono rimaste stabili (Imu, Tari e Tasi sono invariate) sono invece aumentati i servizi a domanda individuale (mense, trasporto scolastico e asilo nido, dal 15 al 30% in più). Infine si stanno studiando sistemi di lotta all’evasione e compiti precisi per ogni ufficio, affinché si rientri di somme che non sono state incassate (il settore urbanistico deve fare molto di più per il recupero degli oneri concessori previsti dalla Bucalossi). Quello che sembra certo è con i continui tagli da Governo e Regioni è sempre più importante che i bilanci siano virtuosi e che le spese siano legate agli incassi reali. Dire che se tutti pagassero le imposte dovute queste potrebbero persino essere ridotte è una banalità, di fatto oggi si paga davvero tanto (troppo) proprio perché ci sono troppi cittadini furbi che hanno deciso di vivere sulle spalle di chi invece, rispetta le regole.