Home Attualità Apa, Brignone: “Sfiducia al sindaco di Anzio unica strada da percorrere”

Apa, Brignone: “Sfiducia al sindaco di Anzio unica strada da percorrere”

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“Le vicende legate alla maxi-operazione “Tritone” ci hanno scosso profondamente in questi giorni. Sono arrivato a mettere in discussione l’opportunità di continuare o meno questa esperienza amministrativa. Ad ogni modo, chi avrebbe dovuto fare un passo indietro immediatamente a tutela della città è l’amministrazione, che ad oggi non è riuscita neanche a prendere le distanze da certi comportamenti, né ad ammettere l’errore di aver ignorato la presenza del fenomeno mafioso sul territorio per anni. Ho auspicato fin da subito le dimissioni del Sindaco. Queste non sono arrivare ed è stato necessario procedere per via politico-amministrativa, tramite la sfiducia in consiglio comunale.
A questo proposito credo sia necessario sgomberare il campo da dubbi e fraintendimenti che in molti si stanno generando: la consigliera del PD, Lina Giannino, ha presentato una richiesta di consiglio comunale straordinario, esplicitamente ai sensi dell’articolo 39 comma 2 del Testo Unico del Enti Locali. Richiesta che ho scelto di sottoscrivere, in quanto ho condiviso con lei la necessità di dare un segnale forte ed immediato alla città. In tale atto si chiedeva di mettere all’ordine del giorno del consiglio la mozione di sfiducia al Sindaco. Il testo di tale mozione di sfiducia, che segue un altro iter normativo, art. 52 comma 2 del TUEL, andava redatto e sottoscritto da almeno 10 consiglieri comunali per essere protocollato e accolto ed è quello che nel frattempo si sta cercando di fare insieme ai colleghi del movimento 5 stelle, i quali avevano semplicemente chiesto di ragionare con più calma su un testo condiviso. La richiesta di consiglio comunale della consigliera Giannino è stata già protocollata e non raggiunge le 5 firme necessarie previste dalla normativa (e comunque non avrebbe avuto da sola la valenza di mozione di sfiducia in consiglio). Ad oggi l’unica soluzione è quella di raggiungere 10 firme e poi protocollare la richiesta. A quel punto, solo se la maggioranza assoluta dei componenti del consiglio dovesse votare favorevolmente, con appello nominale, la sfiducia sarebbe valida. Questa rimane l’unica strada da percorrere e auspico che anche i consiglieri di maggioranza che si stanno dissociando dai fatti accaduti possano trovare il coraggio di assumersi questa responsabilità, per rispetto dei cittadini di Anzio prima che di se stessi”. Così in una nota stampa Luca Brignone, consigliere di Alternativa per Anzio.