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L’assessore Dell’Uomo: “Il consigliere Mancini soffre il confronto con me”

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Claudio Dell'Uomo

“E’ il momento di chiarire alcune cose” ha detto in consiglio comunale a Nettuno l’assessore Claudio Dell’Uomo, che fin dalla prima mattina si è sentito provocato dalle tante dichiarazioni fatte ed ha atteso di intervenire.
“Il 2 maggio – ha detto Dell’Uomo – io e tre persone degli uffici, in piena Pandemia e di sabato siamo andati a fare il sopralluogo. Camusi responsabile del settore era impegnato con la Protezione civile mentre il Dirigente era a Pomezia per l’emergenza coronavirus. Colgo l’occasione – spiega l’assessore – mentre altri creavano strutture parallele a quelle del comune per gli aiuti, per dire che la chiesetta del cimitero quando governava chi oggi si lamenta era diventata un deposito di secchi, ed ha perso il pavimento mangiato dal fiume. Neanche il custode ci avete lasciato al cimitero”. All’assessore Dell’Uomo ha fatto eco il consigliere Genesio D’Angeli che puntando il dito contro l’opposizione ha detto più volte “governavate voi”. Pochi minuti dopo che l’assessore Dell’Uomo ha preso la parola il gruppo consiliare di Forza Italia ha lasciato l’aula per poi rientrare quando ha preso la parola il consigliere Alicandri.
L’assessore Dell’Uomo ha poi risposto ancora, rivolto a Mancini e Marchiafava ma in particolare a Mancini che non ha condiviso con tutti gli altri, opposizione di centrosinistra compresa, l’impegno per il sostegno dell’Amministrazione alla città e ai cittadini durante il periodo di coronavirus. “Caro Mancini – ha poi aggiunto Dell’Uomo – tu neanche sai dove sta il cimitero, ci sei stato più volte adesso che quando eri assessore e soffri il paragone con me. In 18 mesi in cui hai svolto il tuo lavoro hai fallito e dovresti chiedere scusa alla città e ai cittadini, mentre noi abbiamo risparmiato soldi e lavorato come si deve in un luogo sacro”. E’ quindi scoppiata una discreta bagarre in consiglio tra il Presidente Ginnetti, il consigliere Mancini e il consigliere Sanetti che chiedevano di far si che l’assessore Dell’Uomo rimanesse nel merito del punto all’ordine del giorno.
“Forse sono stato inopportuno – ha detto ancora Dell’Uomo – c’è stato un eccesso di foga, è possibile Mancini, ma noi non abbiamo dato un appalto da 900mila euro ad una ditta già in mora come ha fatto la giunta Casto quando Mancini aveva la delega al cimitero. La chiesetta è un ex mulino, ma oggi la preoccupazione è la ditta che ha fatto il saggio sulla parete. Io sono qui per prendermi responsabilità, se ho sbagliato gli organi competenti valuteranno”. “Mancini tu vedi poco – ha aggiunto Dell’Uomo – ci sono una serie di cose che sono manchevoli, non c’è una programmazione di niente, soprattutto nel cimitero, rincorriamo in ogni settore. Professor Marchiafava mi rivolgo a Lei perché ho stima, oggi qualcuno si lava la bocca, fa il professore, chi ci ha preceduto ha avviato dinamiche del suffragio con la Next e altre questioni. Nella passata amministrazione dei grillini – ha concluso – oggi mi rendo conto la vittima era Angelo Casto, circondato da pescicani”. L’assessore Dell’Uomo, zittito dal presidente perché fuori tema, ha poi lasciato intendere la possibilità di una conferenza stampa per chiarire la sua posizione.